Preti orchi, il Papa vuole sentenze rapide

CSI DA PAPA FRANCESCO

Fare presto. Il Papa vuole fare presto. Non vuole che trascorra troppo tempo dal momento in cui arriva a Roma una denuncia riguardante un caso di abuso sessuale, fino ad una sentenza di colpevolezza o assoluzione. Si tratta, infatti, di situazioni complesse, spinose, segnate da sofferenze e tanto dolore, dove sono in gioco la vita di molte persone. Serve chiarezza sia per le vittime che per i colpevoli ma per questo bisogna mettere la parola fine istruendo un processo canonico in tempi accettabili.
Il segretario di Stato, cardinale Parolin, ha reso noto un rescritto, una specie di decreto, con il quale Bergoglio ha istituito uno speciale collegio formato da sette membri, cardinali o vescovi avente lo scopo di aiutare a smaltire il lavoro in giacenza, a velocizzare gli iter burocratici, a fare scendere di numero dei fascicoli scottanti che giacciono in un angolo della Congregazione della Fede in attesa di essere aperti. Il lavoro nell’ufficio del Promotore di Giustizia non manca mai. I membri della neonata commissione non sono ancora stati individuati, tuttavia le nomine arriveranno sicuramente a stretto giro. Il Papa ha fretta. Si sa che potranno essere scelti sia all’interno della Congregazione della Fede, sia all’esterno, in curia oppure nelle diocesi. I ricorsi sui quali i sette cardinali concentreranno le proprie energie riguardano i cosiddetti «delicta graviora», cioè i delitti contro la fede, i sacramenti e la morale. I più abominevoli. La maggior parte dei quali sono rappresentati dagli abusi del clero sui minori. I preti orchi. L’ufficio che fino ad oggi si è occupato di questo all’interno della Congregazione era notoriamente ingolfato di arretrati, cosa che destava parecchie lamentele da parte degli episcopati che volevano più celerità per definire situazioni imbarazzanti o scandalose.
GIUSTIZIA
Il rescritto entrerà in vigore da subito e non modifica di una virgola la legge quadro sui «Delicta graviora», ossia il Motu Proprio «Sacramentorum Sanctitatis Tutela» licenziato nel 2001 da Giovanni Paolo II, poi aggiornato nel 2010 da Papa Ratzinger. Fu Ratzinger a renderlo più rigido rispetto alla impostazione iniziale da lui ritenuta poco severa. Il Collegio istituito dal Papa Bergoglio (che prosegue la linea Ratzinger della tolleranza zero), lavorerà in totale sintonia con la Congregazione per la Fede, esaminando i ricorsi pendenti che altrimenti non si riuscirebbero a smaltire per la via ordinaria. Potrà anche esaminare casi di pertinenza del Papa.
L’arretrato rischia di assorbire troppe energie e intasare la giustizia d’Oltretevere. «Mi pare – ha detto il portavoce vaticano – che i ricorsi attualmente presentati siano quattro o cinque al mese». Di per sé un numero basso, al quale però si sommano i ricorsi di «moltissimi membri del clero che fanno opposizione» sulle sentenze per abusi; la Congregazione «deve esaminare moltissimo materiale», impiegando tanto tempo. Il crimine della pedofilia è stato al centro di centinaia di segnalazioni in questi ultimi vent’anni.
ACCUSE
Prima degli anni Novanta sembra che questo crimine non sia mai stato segnalato in Vaticano. «Non mi risulta che tra il 1975 e il 1985 sia mai arrivata una segnalazione di casi di pedofilia alla Congregazione della Fede» ha affermato monsignor Charles Scicluna, oggi vescovo a Malta ma fino all’anno scorso Promotore di Giustizia. «Solo col Motu Proprio del 2001 il delitto di pedofilia è ritornato di competenza della Congregazione». Intanto proprio ieri, sulla questione della pedofilia, sono insorte le vittime dei preti pedofili australiani accusando il nuovo ministro degli Esteri del Vaticano, monsignor Paul Gallagher, fino all’altro giorno nunzio apostolico in Australia, di non avere facilitato le indagini riguardanti alcuni casi raccapriccianti. Le vittime (almeno 400) lo accusano di non avere collaborato per fare arrestare i responsabili dei crimini. «Ha evitato di consegnare materiale ai magistrati che indagavano su due preti pedofili commessi nella diocesi di Newcastle».

Il Messaggero