Prandelli: “Costa Rica molto temibile, sarà gara difficile”

PRANDELLI

Cesare Prandelli si presenta in conferenza stampa all’Arena Pernambuco in compagnia di Balotelli. L’aveva fatto anche dopo la vittoria di Manaus, ma in quel caso Mario non aveva aperto bocca, limitandosi a ritirare il premio di uomo-partita. “Nei quattro anni di Nazionale con lui ne ho sentite di tutti i colori – scherza (ma non troppo) il c.t. azzurro -. Prima era l’uomo che doveva trascinarci ai trionfi, poi uno che non avrebbe meritato neanche la convocazione. Per me Mario è uno dei 23, se non darà il suo contributo al massimo sarà sostituito da un giocatore altrettanto bravo”.

COSTA RICA, ECCOCI — Vigilia del match con la Costa Rica, che ormai ha sempre meno segreti: “Conosciamo il calendario da mesi, abbiamo studiato questa squadra molto ben organizzata, che conosce a memoria il suo sistema di gioco. Contro l’Uruguay ha meritato di vincere. Davanti ha tre giocatori di qualità, capaci di giocare uno-contro-uno e attaccare la profondità. In un certo senso, è la partita più temibile tra le tre del girone. Campbell è un attaccante moderno, interessante, sa trovare la porta da fuori aerea e col primo controllo creare situazioni pericolose”. Con una vittoria l’Italia sarebbe più vicina agli ottavi, ma, a causa del successo sull’Uruguay sull’Inghilterra, non avrà più la certezza della qualificazione, che andrà conquistata in ogni caso all’ultima giornata contro la Celeste.
INCERTEZZA — Poi le ultime indicazioni dall’allenamento: “Fino a domani non posso dire chi giocherà, sono ore decisive per capire se i piccoli infortuni che hanno colpito alcuni calciatori sono stati recuperati. Barzagli sente sempre dolore ai muscoli, ma oggi era con noi all’allenamento, vedremo come starà nelle prossime ore. Stesso discorso per Buffon, che si è mosso bene in questi tre giorni, ma avverte ancora un leggero gonfiore alla caviglia distorta”.
SUDAMERICA ED EUROPA — Se il caldo di Manaus era temibile, quello delle 13 a Recife si prospetta anche più duro per gli atleti: “Il clima non ci spaventa, anche se cambia anche nel giro di pochi minuti, dipende da come le nuvole coprono il sole. Per questo ci vorrebbero i time-out in ogni caso. Semmai, siamo preoccupati per il ritmo dei sudamericani. Le nazionali di questo continente stanno dimostrando più sprint, mentre quelle europee hanno un po’ di resistenza in più. Ma noi abbiamo un’idea di gioco precisa e dobbiamo portare avanti quella, perché è la nostra forza, anche se magari oggi sembra in contro-tendenza.
ARRIVEDERCI, SPAGNA — Chiusura con una panoramica sul torneo: “Immaginavo che avremmo visto tanti gol in questo Mondiale, perché certi falli non si possono più fare. Il tracollo della Spagna? Non entro nel merito, ma tornerà tra le nazionali più forti al mondo in un paio di mesi. Qui forse ha pagato la stagione stressante dei suoi club, finale di Champions League compresa”.
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