PRANDELLI ci mette la firma

Cesare Prandelli 1

Ora è ufficiale: non ci presenteremo al Mondiale con un c.t. in scadenza, come un surgelato. Cesare Prandelli resterà sulla panchina dell’Italia per altri due anni e guiderà gli azzurri nelle prossime qualificazioni che porteranno all’Europeo di Francia 2016. Lo ha confermato ieri la Federcalcio annunciando l’accordo raggiunto con il c.t. Un accordo di massima, sui grandi principi, che verrà definito nei dettagli nei prossimi incontri e firmato ai primi di aprile. Il presidente Giancarlo Abete è impegnato infatti in Kazakistan fino a venerdì per l’esecutivo e il congresso Uefa.

Progetto tecnico In che senso «accordo di massima sui grandi principi»? Come rivelato dalla Gazzetta a suo tempo, Prandelli pensava al prolungamento del suo mandato all’interno di un progetto tecnico più ampio che puntasse a un maggiore investimento di energie sulle rappresentative nazionali e a un più generale rilancio del nostro calcio, a partire dai giovani. La Federcalcio si è riconosciuta nell’esigenza programmatica ed è bastato questo a prolungare il rapporto di lavoro con il c.t. per altri due anni. Soddisfatto Abete di proseguire con un tecnico che ha dato alla Nazionale risultati e un’immagine migliore; soddisfatto Prandelli: «Sono orgoglioso che la Federcalcio mi abbia proposto un rinnovo biennale, a prescindere dal risultato del Mondiale. Per questo io ho dato piena disponibilità».

Non solo c.t . I prossimi incontri, presenti anche Demetrio Albertini, presidente di Club Italia, e Arrigo Sacchi, coordinatore delle giovanili, definiranno i modi e i tempi del progetto tecnico: partecipazione di Prandelli e del suo staff ad alcuni allenamenti delle nazionali giovanili per uniformare spirito e gioco nelle varie sfumature di azzurro; ipotesi di nuovi centri federali; maggiore collaborazione con club e Leghe. Si parlerà anche di soldi. Il ritocco dovrebbe portare lo stipendio di Prandelli a 1,7 milioni di euro.
Una precisazione: grazie all’ottimo lavoro di Albertini e Sacchi, in questi quattro anni è già stato fatto molto per le giovanili azzurre. Un incremento delle partite del 30%, per esempio. Ma Arrigo ha già confessato il peso dell’impegno e il carico della stanchezza. Potrebbe presto farsi da parte e lasciare ancora più spazio a Prandelli per incidere in prima persona anche nelle rappresentative che preparano i nazionali del futuro.
Un impegno quadriennale avrebbe consentito una programmazione più profonda, ma il mandato di Abete scade tra due anni e il prolungamento di Prandelli non va oltre. La scadenza dell’Europeo consente inoltre al c.t. di fare un primo bilancio del progetto tecnico. Come in fondo ha fatto a Euro ’12 quando, dopo la finale persa con la Spagna, denunciò la scarsa considerazione del movimento per la Nazionale. Forte di un nuovo mandato e di un appoggio più consapevole della Federazione, riuscirà Prandelli ad ottenere più disponibilità di intenti e di uomini dai grandi club? Un buon Mondiale potrebbe e l’entusiasmo popolare potrebbero aiutare. Intanto la notizia del rinnovo ha subito aumentato la credibilità dell’Italia presso i bookmaker: la quota sulla vittoria al Mondiale è scesa da 28 a 25 sulla lavagna di Paddy Power .

Ma se un club… Di sicuro, al momento, possiamo dire solo questo: Prandelli tornerà dal Mondiale e comincerà a lavorare per qualificare l’Italia a Euro 2016 e per far crescere bene i giovani che dovranno giocarsi il prossimo Mondiale 2018. Per quanto? Impossibile dirlo. perché una clausola del contratto che sta per firmare gli consentirà di liberarsi e di rispondere alla chiamata di un club. Anche tra un anno.

LA GAZZETTA DELLO SPORT