Poker croato ad un deludente Camerun

Mario Mandzukic

Storie di bomber per questa Croazia-Camerun, partita conclusiva della seconda giornata del gruppo A, dopo il pareggio di ieri a rete bianche tra Brasile e Messico.

Storia di bomber per due squadre sconfitte all’esordio e ora costrette a rincorrere reti e vittoria per poter continuare a sperare nella qualificazione.

Bomber che ritornano per la Croazia, con la punta del Bayern Mandukic schierato a centro area dopo il forfait dell’esordio e che, al contrario, mancano con Eto’o costretto da un guaio al ginocchio a saltare un match già decisivo. Altro fil rouge la sconfitta all’esordio anche se maturata con modalità ben diverse: la Croazia sconfitta, tra mille polemiche, con i padroni di casa dopo una buona gara ormai in equilibrio rotto solo da un rigore che ha fatto discutere. E la sconfitta degli Africani con il Messico, ottima squadra e solo di misura, ma al termine di una gara deludente in cui la squadra di Finke non ha mai evidenziato la necessaria intensità, con Eto’o e compagni battuti ben al di là del risultato. Un Camerun, inoltre, compresso tra i suoi mille problemi interni: tra boicottaggi dei giocatori per ragioni di premi, infortuni e i periodici paranoici (?) timori di Eto’o relativamente ad una fantomatica congiura della sua Federazione, situazione vissuta tra suite e maggiordomi privati.

In campo le squadre cambiano e non poco. Cambia, nonostante la buona gara contro la banda Neymar, anche la Croazia con Niko Kovac che schiera l’esperto Pranjic al posto del genoano Vrsaljko tra i migliori dei suoi all’esordio. Fuori anche il nerazzurro Kovacica cui viene preferito il Brasiliano naturalizzato Sammir e lo scontato cambio di Jelavic in panchina per salutare il ritorno di Mandzukic. Cambia meno Finke che in difesa accanto al confermato terzetto composto dal marsigliese N’Koulou, Chedjou e Assou-Ekotto, schiera Matip che rileva un Djeugoue  inadeguato all’esordio. Quanto a Eto’o la sua maglia viene indossata, a sorpresa, non da Webò favorito alla vigilia ma dal giovaneVincent Aboubakar, reduce da un gran campionato in Ligue con il Llorient.

Parte bene il Camerun che sembra più determinato rispetto alla gara anonima contro i Centro-americani. Squadra africana propositiva, soprattutto, grazie alla velocità di Aboubakar, in grado di mettere in difficoltà il legnoso Lovren.
Dieci minuti di buon Camerun, ma a trovare la rete è la Croazia. Corre l’11’ quando una palla messa in area vede, sulla respinta di un difensore camerunense, l’invenzione di Perisic che di prima vede il taglio sul secondo palo di Olic per la rete croata. Camerun che sembra aver avvertito il colpo: due minuti e su corner è Perisic a sfiorare il raddoppio, sparando da pochi metri su  Itandje.
Eto’o dalla panchina prova a scuotere i compagni per una squadra africana, meno svogliata rispetto all’esordio, ma incapace di creare occasioni a causa di una mancanza di idee in mezzo al campo. Ben altra organizzazione quella croata che, senza strafare, si affida sulla mediana alle geometrie di Modric e Rakitic, giocatori di livello ben superiore.
Se non bastassero i tanti problemi degli Africani al 40′ arriva anche l’espulsione per il camerunense Song. Due Africani si scontrano, ripartenza croata e sul tentativo di scatto di Mandzukic, pugno alla schiena da parte del centrocampista che si guadagna l’uscita anticipata. Finale di tempo con la reazione d’orgoglio degli Africani in avanti ma i Croati controllano con serenità, arrivando in vantaggio all’intervallo.

Ingresso in campo e Croazia determinata chiudere. Prima è Sammir a concludere sull’esterno, due minuti e Perisic, migliore in campo di gran lunga, chiude il match. Scatto sulla sinistra dell’esterno del Wolfsburg che, entrato in area, prima finge di mettere in mezzo per poi beffare Itandje sul suo palo. Non passano due minuti che una Croazia ormai sul velluto sfiora il tris. Imbucata di Sammir per Mandzukuc che arrivato a contatto con il portiere africano tenta di scavalcarlo con palla che si spegne di un niente a lato.
Ancora un paio di occasioni croate, prima del tris con il suo atteso bomber. Corner, difensori africani che fanno le belle statuine e Mandzukic irrompe come un ariete e trova anche la gioia personale. Non fa tempo ad entrare Kovacic che la squadra europea trova il poker. Palla a Eduardo, anch’egli subentrato qualche minuto prima, conclusione respinta male da Itandje e tap-in facile facile di Mandukic tenuto in gioco da Mbia.
C’è tempo per vedere ancora la squadra di Kovac fallire un paio di segnature, una traversa per il Camerun e una semi-rissa fra due difensori africani  e arriva il triplice fischio.

Partita mai in discussione con la Croazia padrona del campo anche in 11 contro 11, che poi, in vantaggio di uomini, non può che dilagare e ora attende lo spareggio con il Messico per un passaggio agli ottavi che, probabilmente, meriterebbero entrambe. Camerun impresentabile, con la lite animata finale fra due Africani che riassume emblematicamente un Mondiale gettato via da Eto’o e compagni. Quella africana insiema all’Honduras, che però sconta ben altri limiti tecnici, nettamente la squadra più deludente del Torneo.

IL GIORNALE