Pistorius si salva, è omicidio colposo

Olympics Day 8 - Athletics

LONDRA In attesa di sapere quanti anni di carcere dovrà scontare, Oscar Pistorius è un uomo libero. Per aver ucciso la fidanzata con 4 colpi di arma da fuoco attraverso la porta di un piccolo bagno di casa sua è stato condannato per omicidio colposo e rilasciato su cauzione fino al 13 ottobre, quando il tribunale si pronuncerà sulla pena. Rischia al massimo 15 anni di carcere, ma verosimilmente saranno meno di 10: tra 5 e 8, secondo la giurisprudenza sudafricana in caso di omicidio colposo. E non è escluso che la pena venga anche sospesa, col pagamento di una multa.
ACCUSE RIDIMENSIONATE
Le decisione della giudice Thokozile Masipa è arrivata all’indomani della lettura della prima parte della sentenza in cui l’atleta è stato assolto dall’accusa più pesante, ossia quella di omicidio premeditato, ma nella quale Masipa ha comunque espresso considerazioni amare sul comportamento di Pistorius nella notte del 14 settembre del 2013, sottolineando che «una persona ragionevole, con una disabilità simile, avrebbe previsto che la persona dietro alla porta sarebbe stata uccisa, e l’accusato ha mancato di agire in modo da evitarlo». Pistorius ha ascoltato in piedi, composto, una sentenza che non ha mancato di far discutere un paese, il Sudafrica, che da sei mesi assiste con il fiato sospeso ad un processo in cui c’è in ballo di tutto: un ragazzo bianco privilegiato ma nato con un difetto alle ginocchia per cui gli sono state amputate le gambe quando aveva solo 11 mesi e che, nonostante questo, è riuscito a diventare un atleta paraolimpico e olimpico, la fidanzata bella e intelligente che faceva campagna contro la violenza sulle donne in un paese dove il tasso di omicidi è altissimo, e la seconda donna giudice nera del paese, la Masipa, chiamata a decidere sul destino di Pistorius con l’aiuto di due persone, chiamati “assessori”.
LE REAZIONI
«Questo verdetto è ingiusto nei confronti di Reeva». Così reagiscono alla sentenza i genitori della modella. Spiega June, la mamma: «Io voglio solo la verità. Ha sparato contro la porta, non posso credere che abbiano pensato sia stato solo un incidente». Sppaccaa l’opinione pubblica è spaccata, tanto più che ieri Pistorius è stato assolto per altri due episodi legati al possesso di armi da fuoco e condannato per un terzo, in cui ha sparato un colpo in un ristorante affollato. Il dibattito è acceso sia tra la gente comune che tra i giuristi sudafricani e ruota soprattutto intorno al concetto di dolus eventualis secondo cui una persona va ritenuta responsabile delle conseguenze prevedibili delle sue azioni. Masipa ha assolto Pistorius anche da questa accusa, spiegando che non ci sono prove che l’atleta abbia previsto la possibilità di uccidere qualcuno.
«POTRÀ TORNARE ALLE GARE»
La paura dei sudafricani è che un verdetto “morbido” in un processo di così alto profilo possa aprire la via ad abusi sistematici da parte di chi invoca la legittima difesa in un paese dove la violenza è molto diffusa. Tutto dipenderà dalla pena. Se fosse breve, niente impedisce che il ventinovenne Pistorius torni a partecipare alla Paraolimpiadi in futuro, come precisato dal portavoce del comitato internazionale Craig Spence: «Non ci metteremmo di traverso, gli permetteremmo di competere ancora».

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