Pistorius piange in aula

Olympics Day 8 - Athletics

PRETORIA Oscar Pistorius scoppia a piangere in aula. Al quarto giorno di processo a suo carico per l’omicidio della fidanzata Reeva Steenkamp, l’atleta sudafricano non regge al racconto di quella tragica notte e, mentre un testimone fornisce dettagli anche crudi, Pistorius abbassa la testa e inizia a piangere, consolato dalla sorella.
A raccontare e ricordare i momenti concitati di quella sera del 14 febbraio 2013 é stato Johan Stipp, un vicino di casa di Pistorius, e il primo ad accorrere sul posto dopo aver sentito gli spari. «Mi ricordo cosa disse quando arrivai in quella casa; “Le ho sparato, pensavo fosse un ladro e le ho sparato”», ha detto Stipp chiamato a deporre dall’accusa. Il testimone ha raccontato di aver visto Reeva esanime a terra, ai piedi della scalinata, colpita da quattro colpi di arma da fuoco, con brandelli di tessuto cerebrale misto a sangue e capelli. Pistorius era chino su di lei. Al controinterrogatorio l’avvocato difensore, Barry Roux, ha cercato di dimostrare che quella notte furono le urla di Pistorius quelle sentite dai vicini di casa e non quelle di Reeva. L’accusa sostiene, infatti, che dopo il primo colpo di pistola la vittima gridò per chiedere aiuto.