Pioli sorride e prepara la rivincita

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«È un girone molto competitivo ed equilibrato. Faremo di tutto per passare il turno, ma non dobbiamo sottovalutare nessuno». C’è grande prudenza nelle parole di Stefano Pioli. Forse ancora scottato per la mancata qualificazione in Champions, il tecnico della Lazio commenta con circospezione l’esito tutt’atro che negativo del sorteggio dei gironi di Europa League.
«Il Dnipro va rispettato – ha dichiarato Pioli ai microfoni della radio ufficiale biancoceleste – l’anno scorso è arrivato in finale. Il Saint-Etienne ha fatto molto bene in Ligue 1, il Rosenborg ha grande tradizione e può essere temibile». La prudenza è comprensibile, ma certo la Lazio ammirata nel corso della passata stagione – chiusa al terzo posto e per molti meritevole addirittura della seconda piazza – non può temere simili avversari. Perché il Dnipro ha perso pedine importanti come Kalinic e Konoplyanka, il Saint-Etienne ha chiuso all’ultimo posto il girone della scorsa Europa League dietro all’Inter, allo stesso Dnipro e persino agli azeri del Qarabag, mentre il Rosenborg negli ultimi due anni è stato sconfitto addirittura nei turni preliminari dagli scozzesi del St. Johnstone e dai turchi del Karabukspor.
«La Lazio è la favorita del girone», ha ammesso Christophe Galtier, allenatore del Saint-Etienne. D’accordo Artem Fedetskiy, difensore del Dnipro, mentre il tecnico Markevych è cauto: «La squadra biancoceleste è ottima ma ha poca esperienza internazionale». Eddy Onazi, invece, non ha dubbi: «Dalla delusione del playoff Champions deve nascere una grande stagione – ha dichiarato il centrocampista biancoceleste – i nostri tifosi lo meritano. Il girone dell’Europa League è molto bello, affronteremo avversari difficili ma noi siamo una grande squadra».
Per dimostrarlo bisogna reagire subito. Domani, nella seconda giornata di campionato, la Lazio farà visita al Chievo Verona, reduce dalla vittoria all’esordio sul campo dell’Empoli. Un impegno alla portata della banda Pioli, ma c’è da verificare il contraccolpo psicologico dopo la batosta Champions. Al Bentegodi il tecnico emiliano lascerà da parte la difesa a tre schierata a Leverkusen per tornare al classico 4-3-3. Con Biglia ancora fuori (la prossima settimana i nuovi esami per capire quando potrà tornare), la regia dovrebbe essere affidata al giovane Cataldi, con Parolo e Lulic ai suoi fianchi. Ma la vera sorpresa può essere l’attacco: senza gli infortunati Klose e Djordjevic, col Candreva e Keita potrebbe toccare all’olandese Kishna. A farne le spese sarebbe l’ex insostituibile Felipe Anderson, deludente nelle sfide contro il Bayer.

IL TEMPO