Pioli: non mi dimetto

PIOLI_2015

Fallimento su tutto il fronte. La Lazio esce nel peggiore dei modi dall’Europa League subendo tre gol in quarantacinque minuti. I ventimila dell’Olimpico assistono attoniti alla disfatta biancoceleste, ma in fondo era già tutto previsto, almeno da quei tifosi (la maggioranza) che anche ieri ha scelto di disertare lo stadio; storia di una morte annunciata, un progetto tecnico fallimentare griffato dal diesse Igli Tare e avallato dal presidente Lotito.

Pioli è solo l’ultimo elemento della filiera, ma ha la piena responsabilità di aver passivamente accettato ogni mossa del club, e di averlo fatto consapevolmente, conoscendo già il finale di un film dalle tinte drammaticamente sportive. Il club aveva gettato le basi del disastro sportivo puntando su calciatori giovanissimi, immaturi, impreparati. La gestione tecnica non ha fatto miracoli, non è stata in grado di limitare i danni, talvolta ne ha prodotti di maggiori: alla fine il risultato è sotto gli occhi di tutti. Una squadra costruita con superbia, una squadra non migliorabile che avrebbe dato inizio – secondo i dirigenti – a una nuova era. È stato un fallimento su tutto il fronte.

«Le nostre responsabilità ci sono tutte – ammette l’allenatore Pioli a fine partita – abbiamo commesso troppi errori, non puoi andare sotto di due gol dopo dodici minuti. È una botta forte uscire in questo modo dall’Europa». Il tecnico analizza la prestazione dei suoi senza fare sconti, si prende parte delle responsabilità, ma ribadisce anche quelle dei suoi giocatori. «La situazione è molto negativa, la Lazio ha dei buoni valori, credo che si potesse fare molto meglio in questa stagione: stiamo rendendo al di sotto delle nostre possibilità, ci sono le mie responsabilità come quelle dei miei calciatori».

La posizione di Pioli torna in bilico, anche se al momento l’unica possibilità potrebbe essere una scelta interna, col tecnico della Primavera Simone Inzaghi pronto a traghettare la squadra fino a fine stagione. «È una stagione nata male – continua Pioli – e strada facendo è diventato difficile tenere botta. Ma in Europa League eravamo riusciti ad avere un cammino positivo: giocatori come i miei dovrebbero interpretare diversamente certe situazioni, non si può perdere una qualificazione in dodici minuti, serviva una prestazione migliore sotto tutti i punti di vista. Essere usciti, ed essere usciti in modo così netto è un aspetto negativo. Ora dovremo cercare di fare qualcosa di buono in questo finale di campionato».

Ottavo posto in classifica e una distanza quasi proibitiva dai posti che regalano l’accesso in Europa. Più che fare qualcosa di buono la Lazio dovrà cercare di non perdere la faccia. Il tecnico in ogni modo non molla, non adesso, non nel momento del naufragio. «Dimettersi sarebbe molto più facile che restare. Io ci metto la faccia, sono io il primo responsabile, ci mancherebbe altro che andassi a casa adesso. Pensavo di essere riuscito a dare una mentalità alla squadra, il mio cruccio è quello di non essere stato in grado di farlo».

IL TEMPO