Pioli: chiediamo scusa a tutti

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Dopo la sconfitta contro il Bayer Leverkusen era deluso, frastornato e un po’ stizzito per le critiche. Dopo il tracollo sul campo del Chievo Stefano Pioli è invece arrabbiato, anzi infuriato con i propri giocatori. E non lo nasconde affatto. «Non posso accettare una prestazione del genere – ha tuonato il tecnico emiliano – senza intensità, senza voglia di lottare e sacrificarsi. Bisogna cambiar registro velocemente, invertire la rotta, altrimenti andremo incontro a nuove delusioni».

Alla vigilia Pioli aveva chiesto, anzi preteso una reazione, ma ha ottenuto solo dieci minuti ad alto ritmo. Alla prima difficoltà – il gol segnato da Meggiorini – la squadra ha subito alzato bandiera bianca. Spaesata, incapace di reagire. Solo a Cesena, lo scorso febbraio, il tecnico aveva visto una Lazio tanto brutta. Una sconfitta arrivata però per distrazione, mentre la caduta del Bentegodi preoccupa perché è la naturale conseguenza di una stagione cominciata nel peggiore dei modi. Ecco perché Pioli analizza il ko in modo duro: «Sicuramente abbiamo pagato il contraccolpo psicologico dell’eliminazione dalla Champions – ha osservato – soprattutto dal punto di vista mentale perché, dopo un buon inizio nel quale abbiamo costruito due occasioni, siamo spariti dal campo dopo aver subito il gol. Non possiamo diventare così fragili alla prima difficoltà, siamo crollati e non abbiamo giocato da squadra: così proprio non va, aspettavo risposte diverse».

Pioli non cerca sconti. Al contrario rifiuta ogni alibi, dall’insufficiente apporto del mercato (i nuovi acquisti Patric, Morrison e Kishna ieri hanno deluso, il «colpo» Milinkovic è addirittura rimasto in panchina) alle assenze importanti (Marchetti, Biglia, Klose e Djordjevic sono ancora fuori). «Questo ko va al di là del mercato e non possiamo neppure parlare degli infortunati – ha ammesso – Non possiamo giocare in questo modo. La squadra scesa in campo al Bentegodi è competitiva, eppure abbiamo commesso troppi errori. Non siamo questi, non possiamo esserli: dobbiamo farci subito un esame di coscienza, io sono il primo responsabile perché devo mettere in campo la squadra e motivare i giocatori».

Dopo l’addio alla Champions la stagione è in salita, ricaricare la squadra non sarà semplice per Pioli, che ora ha due settimane di tempo prima della prossima sfida – la gara interna contro l’Udinese in programma domenica 13 settembre – per lavorare sulla testa dei propri calciatori. «La sosta è l’unica notizia positiva della serata – ha ammesso il tecnico biancoceleste – dobbiamo ritrovare in fretta la nostra intensità e la voglia di lottare perché siamo la Lazio e non possiamo giocare in questo modo. Cosa mi ha detto Lotito? È arrabbiato come me (sfuriata del presidente con la squadra nel dopo partita, ndr) abbiamo fatto una pessima figura e non possiamo permettercelo. Ora dobbiamo scusarci con i tifosi e reagire subito».

IL TEMPO