Pil: Italia torna a crescere, primo trimestre +0,3%. E’ fuori da recessione. Renzi: “Non mollo, c’è ancora molto da fare”

ISTAT

Italia fuori dalla recessione. Nel primo trimestre 2015 il Pil è tornato a crescere, con un aumento dello 0,3% rispetto all’ultimo trimestre del 2014. Lo rende noto l’Istat nelle stime preliminari, calcolando invece su base annua una variazione nulla. I risultati sono superiori alle attese degli analisti. Soddisfatto il premier Matteo Renzi che sottolinea: “Non mollo, c’è ancora molto da fare”. Il dato reso noto oggi dall’Istat è destagionalizzato e corretto per gli effetti di calendario. Il primo trimestre del 2015 ha infatti avuto una giornata lavorativa in meno del trimestre precedente e lo stesso numero di giornate lavorative rispetto al primo trimestre del 2014. La crescita congiunturale, evidenzia l’Istituto di statistica, è la sintesi di un aumento del valore aggiunto nei comparti dell’agricoltura e dell’industria e di una sostanziale stazionarietà nei servizi. Dal lato della domanda, l’Istat ha registrato un contributo positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) maggiore dell’apporto negativo della domanda estera netta.

La crescita del Pil registrata nel primo trimestre dell’anno, pari a +0,3%, è la più alta da inizio 2011. Lo si evince dalle tabelle diffuse dall’Istat. Per ritrovare un aumento più significativo bisogna infatti risalire al primo trimestre di 4 anni fa, quando il Pil aumentò dello 0,4%.

La variazione acquisita del Pil per il 2015, quella che si otterrebbe cioè in presenza di una variazione congiunturale nulla nei restanti trimestri dell’anno, è pari a +0,2%. Lo comunica l’Istat in base alle stime preliminari sul primo trimestre.

Pil: consumatori, troppo poco per accendere entusiasmi – “Basta poco, troppo poco, per accendere gli entusiasmi”. Lo affermano in una nota Adusbef e Federconsumatori commentando i dati sul Pil. Secondo le associazioni, “non possiamo ancora annunciare la fuoriuscita dalla crisi, a maggior ragione se si guarda all’andamento economico nel suo complesso. La disoccupazione è ancora su livelli altissimi, il potere di acquisto delle famiglie è ai minimi termini ed i consumi ne risentono in maniera significativa: basti pensare che nell’ultimo triennio hanno segnato un calo del -10,7%, pari ad una minore spesa di 78 miliardi da parte delle famiglie. Questi dati – concludono – restituiscono un quadro allarmante, ancora ben lontano dalla ripresa annunciata, in modo irresponsabile e prematuro, da molti”.

Coldiretti,spinto da +6% export, record in Usa +40%  – ”A spingere il Pil è stato certamente il balzo del 6,1% registrato nel primo trimestre 2015 nelle esportazioni italiane nei Paesi extracomunitari, con un dato record del 40% negli Stati Uniti favorito dal tasso di cambio favorevole”. E’ quanto afferma la Coldiretti sui dati Istat. Segnali positivi di ripresa anche sui consumi interni con le vendite al dettaglio che aumentano dello 0,7% nel primo bimestre con un tasso doppio dell’1,4% nell’alimentare, seconda voce del budget familiare dopo l’abitazione. Un effetto che fatica a trasferirsi al settore agricolo, conclude la Coldiretti, che comunque inverte la tendenza e nel primo trimestre fa segnare un aumento congiunturale del Pil, dopo il calo dell’1,3% fatto segnare nel 2014 rispetto all’anno precedente.

Confesercenti, ripresa è scommessa, Italia lumaca Ue  – “I dati Istat sul Pil certificano l’uscita dalla recessione ed è decisamente una buona notizia, ma la crescita resta una scommessa impegnativa come dimostra il fatto che per ora nel 2015 la variazione acquisita è un debole 0,2%”. Lo afferma Confesercenti in una nota sottolineando che pur se positivo, il Pil italiano è “lumaca rispetto ai Paesi dell’eurozona, alcuni dei quali registrano performance decisamente migliori”. Secondo l’associazione, “siamo sulla buona strada ma occorre accelerare le misure che diano respiro alla domanda interna per rivitalizzare consumi e per ridare forza alla gran parte delle imprese che producono e lavorano per il mercato interno”. I dati sull’inflazione – che in Aprile è di nuovo sotto lo zero – e sul commercio “sono del resto significativi: tra gennaio ed aprile hanno abbassato la serranda circa 162 attività al giorno, per un totale di 19.550 negozi chiusi. Le nuove aperture sono state invece 8.896, per un saldo finale negativo di 10.654 imprese. Un dato purtroppo sostanzialmente in linea con il saldo del primo quadrimestre dello scorso anno (-10.945 imprese)”.

Eurostat, +0,4% in primo trimestre Eurozona – Pil in crescita dello 0,4% nel primo trimestre 2015 nell’Eurozona, in accelerazione dopo +0,3% del quarto trimestre 2014, +0,2% del terzo e +0,1% del secondo. +0,3% per Italia e Germania, +0,6% per la Francia e +0,9% per la Spagna. Giù per il secondo trimestre consecutivo il pil in Grecia (-0,2% dopo il -0,4% dell’ultimo quarto del 2014).

ANSA