Laura Morante in “Nessuno mi pettina bene come il vento”

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Peter Del Monte, non girava un film dal 2007 (“Nelle tue mani”).
Oggi da Kasia Smutniak passa a dirigere Laura Morante, regina incontrastata del cinema internazionale.
Carattere non facile, le sue gaffes sono proverbiali. Lo asserisce lei stessa. Ma con Peter Del Monte, un orso buono del cinema italiano si è trovata a suo agio in “Nessuno mi pettina bene come il vento”.
“Non è un regista che è suscettibile. – afferma la Morante – Non mi sono dovuta preoccupare delle mie offese nei confronti altrui, un impulso che ho senza volerlo. Con lui, nonostante le mie gaffes, posso parlare liberamente e se sono involontariamente inadeguata nell’esprimermi non devo affrettarmi a riparare allo sbaglio.”
Il titolo del film si rifà ad un verso poetico di Alda Merini, ma Del Monte si sente estraneo alla sua poetica e lo ha scelto solo perché suggerito da un’amica e lo trovava affine al racconto filmico.
“Suggerisce un’esposizione ad una forza primaria che poi è quanto racconto qui.”
Un po’ arrabbiato per la difficoltà di essere cineasta in quest’epoca.
“Non danno soldi a nessuno.I finanziamenti posso pensare di trovarli solo attraverso lo Stato e dalla Rai, in questo caso da Rai Cinema.”
Peter Del Monte lancia polemiche anche nei confronti del MIBAC e le commissioni ministeriali di cui è composto. “Questa volta mi hanno dato solo 200mila euro”.
Vorrei suggerire a Peter Del Monte che Vittorio De Sica e Roberto Rossellini ai loro tempi fecero dei grandi film con pochi mezzi, aprendo la strada al neorealismo. Perché non pensare che il cinema italiano si possa risollevare anche con film a basso costo. L’importante è avere attrici di calibro che collaborino per amore del regista e della sua storia.
Laura Morante, in questo film, è Arianna, una scrittrice che vive a Santa Marinella e che vede cadere tutti i suoi pregiudizi attraverso l’incontro con Gea, una ragazzina di 11 anni, figlia di una giornalista che la raggiunge per motivi di lavoro.
L’isolamento della scrittrice viene rotto dalla personalità della pre-adolescente e la induce ad abbracciare un’adozione di punti di vista altrui, facendole rinnegare la sua identità di donna poco materna, volontariamente dedita all’ostracismo per una sorta di ribellione verso la società moderna. Un incontro-scontro che ribalterà le posizioni pregiudizievoli delle persone sole.
Laura Morante ripercorre le tappe di un cinema d’altri tempi arrivando alla conferenza stampa con tanto di occhiali scuri, clichè da sempre usato dalle dive di tutti i tempi. Lei ha un occhio di riguardo nei confronti delle nuove leve attoriali.
“ Attori così giovani come Jacopo Olmo Antinori e Andreea Denisa Savin non hanno bisogno di trovare quella freschezza, e recitare con loro ti mette di fronte alla tua inadeguatezza in questo senso, e anche questa è una sfida. Il mestiere è utile ma può uccidere cose preziose, e va usato con molta cautela.”
Il film uscirà il 10 aprile e non si può non affermare che Peter Del Monte abbiamo messo tanta dedizione nel realizzarlo.
Come luogo ideale per mettere insieme tante generazioni, ha scelto il posto dove vive da sempre. “Santa Marinella e la sua piazzetta mi hanno ispirato, ma l’impulso maggiore a raccontare questa storia me lo ha dato mia figlia di 11 anni, che è affascinata dai ragazzi che animano quel luogo di sosta e di chiacchiere continue. Così ho pensato di avvicinarmi a quel mondo per una crescita ed un approfondimento per una persona della mia età.”

Paola Aspri