Per Renzi rose con le spine Merkel: «Bravo Matteo» ma la Cgil lo attacca sul lavoro

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La Germania aspetta Matteo Renzi. E Angela Merkel è curiosa di incontrare il nuovo premier italiano che, come ha fatto dire al suo portavoce, ha un «programma ambizioso di riforme» per l’Italia. La cancelliera è tra quelli che su di lui ci hanno visto lungo: lo aveva individuato leggendo un articolo, e Renzi è già stato nella capitale tedesca, lo scorso luglio. Con un certo imbarazzo per Enrico Letta, all’epoca ancora premier. Ora vuole vederlo alla prova dei fatti, mentre i “falchi” del suo partito ne hanno già bocciato l’intenzione di «fare altri debiti».
Il cruciale tour europeo del presidente del Consiglio inizia oggi a Parigi, passa lunedì per Berlino e culmina giovedì e venerdì al Consiglio europeo a Bruxelles: Renzi potrebbe cercare una sponda per convincere i tedeschi della necessità di Roma di fare leva anche sul deficit (pur restando sotto il 3%) per il rilancio. Ma non è detto che Hollande sia pronto a guastare l’intesa con la grande coalizione di Merkel, il cui appoggio è prezioso in tempi in cui Bruxelles marca stretto anche l’Eliseo.
Che sul tavolo lunedì a Berlino ci sarà il nodo delle trattative con l’Ue necessarie per rispettare gli annunci sul taglio delle tasse e l’aumento delle buste paga fatti in questi giorni dal premier è certo. Se Renzi vuole una chance a Bruxelles, deve riuscire a portare Berlino dalla sua parte, convincendo la cancelliera che l’Italia per ripartire ha bisogno di più margine sull’indebitamento.
Intanto, però, le nuove (presunte) regole sul lavoro innescano la reazione di Susanna Camusso, segretario Cgil, che dice: «Siamo disposti a discutere di un contratto unico, ma prima bisogna abolire il decreto sul lavoro che prevede contratti a termine senza causale per tre anni». La leader sindacale sostiene che «si è fatto esattamente l’opposto di quello che lo stesso premier dichiarava: si è creata un’altra forma di precarietà». Un pacchetto di cui «siamo preoccupati e contrari», dice poi Camusso. «Se questo contratto sostituisse tutte le forme di contratti precari, sancirebbe il fatto che non ci sarebbe nessuna regola e non mi pare una buona soluzione».
Quanto alla concertazione Camusso chiarisce: «I rapporti con il presidente Renzi sono inesistenti. Mi pare che abbia affermato in varie occasioni che non intende incontrarci tanto che alle richieste di Confindustria ha risposto che invece dei tavoli gli mandassero delle mail». E alla domanda se la Cgil proverà a chiedere un incontro al premier risponde ironicamente: «Non lo richiederemo via mail e nemmeno via Twitter».