Per ogni euro di benzina 61 centesimi vanno al fisco. Nel resto d’Europa solo 26

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Un nuovo allarme sull’aumento del carico fiscale sulla benzina è stato lanciato da Assopetroli, l’associazione che rappresenta le imprese attive nel commercio dei carburanti, in base ai dati del monitoraggio “SIA- Stacco Italia Accise”, che determina il differenziale di prezzo dei carburanti rispetto all’estero ed il peso delle accise e dell’IVA. Il carico fiscale sulla benzina verde, infatti, è balzato a ottobre al 61,5%, secondo il monitoraggio condotto da Assopetroli-Assoenergia, in collaborazione con Figisc-Anisa Confcommercio. La pressione fiscale però sale ancora se si considera solo il differenziale di prezzo con il resto d’Europa, che è pari a +26,5 cents al litro per la verde ed a +24,5 cents al litro per il gasolio. Per la benzina, il 93,6% di questa maggiorazione rispetto alla media europea va al fisco, mentre solo un aumento marginale di 1,7 cents è causato da una maggiorazione del prezzo industriale. Lo stesso vale per il gasolio, giacché il 98% della maggiorazione è dovuto alle imposte, mentre solo 0,5 cents derivano da un aumento del prezzo industriale. Il Presidente di Assopetroli-Assoenergia, Franco Ferrari Aggradi, sarà ascoltato lunedì dalle Commissioni Bilancio della Camera e del Senato, nell’ambito delle audizioni sulla Legge di Stabilità 2015. In tale l’associazione renderà noti anche di dati di previsione, che le misure contenute nella legge di Stabilità (aumenti di IVA ed accise) avranno sui consumatori e sul comparto del commercio dei carburanti.

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