PER LOTITO È GUERRA DI NORME

Claudio Lotito
Decade, così “libera la Lazio”. No, nessuna epurazione da Lotito. Non è in questi termini. Da giorni ormai non si parla d’altro, come se l’intervento d’Abete fosse la mano de Dios sul club capitolino. In realtà, è pura auto-suggestione, che riempirà domani le seggiole morte dell’Olimpico: venduti appena 2mila biglietti, gli uomini di Reja correranno nel deserto contro l’Atalanta. Il presidente rimarrà impassibile al suo posto. Nella sua oasi contro tutti. Certamente vuote Curva Nord e Distinti, 12 mila abbonati resteranno a casa davanti alla tv. L’effetto sorpresa lo riserverà la Tevere, eventualmente, con le tessere: è un’incognita chi abbandonerà lo stadio e chi si presenterà invece col cartello “Presente, non complice”. La contestazione comunque prosegue e nel programma del dissenso s’inserisce ora la “decadenza” pendente su Lotito. Accerchiato.
IL COMUNICATO
Nuova mossa. Il presidente ha già consegnato alla Figc un documento, rivelato ieri da un comunicato disperso nei “meandri” del sito ufficiale biancoceleste: «Il Consiglio di Gestione della società ha ritenuto che, non contenendo la sentenza della Cassazione alcuna condanna definitiva ad alcuna pena, non si sia in presenza dei presupposti richiesti dall’art. 18 dello Statuto o dall’art. 22 bis delle Norme Organizzative Interne della FIGC. Il Consiglio di Sorveglianza ha acquisito un certificato penale del dott. Claudio Lotito, rilasciato a fine febbraio 2014, nel quale non risultano annotate condanne passate in giudicato». S’infuria Parisi, presidente di Federsupporter: «Il comunicato non specifica come la Cassazione abbia rinviato alla Corte d’Appello unicamente la rideterminazione della pena, ma la sentenza è definitiva, non può essere più modificata, quindi è passata in giudicato. Non ci sono né equivoci né interpretazioni. È stato commesso un reato? L’imputato è stato condannato? Sì, e da questo scaturiscono tutte le conseguenze sia del Codice di Comportamento Sportivo che dalle Noif della Federcalcio. Se poi si vuole fare finta che non esistano le regole…».
FEDERSUPPORTER
Frecciata al presidente Abete, a lui spetterà (secondo l’art 22 ter delle Noif) a fine marzo la scelta definitiva: «Non si avvereranno né la decadenza né la sospensione di Lotito, cosicché la Figc dimostrerà ancora una volta la sua inadeguatezza come avvenne nella vicenda del presidente del Genoa Preziosi (precedente portato a supporto dalla Lazio, ndr)», tuona Rossetti, avvocato di Federsupporter. Che ieri riscriveva a Consob, Coni e Figc per far pressione. Contro il certificato penale prodotto da Lotito. Perché, ai fini della verifica della persistenza dei requisiti di onorabilità previsti dalla normativa federale, si fa mero riferimento «alle sentenze o alle altre misure emesse in sede giurisdizionale dopo il 30 ottobre 2012». Una lettera contenente anche il Decreto del ministro della Giustizia 30 marzo 2000, n.162: «Decadono dalla carica coloro i quali svolgono funzioni di amministrazione e direzione di società quotate, condannati, con sentenza irrevocabile, a pena detentiva per, tra gli altri, i reati in materia di mercati e strumenti finanziari. Pena detentiva fino ad un anno già prevista, oltre alla multa da 25.000 a 2.500.000 euro, quale sanzione edittale per il reato ex art 173 TUF». Battaglia a colpi di norme.