Pensioni, Inps: sistema non sostenibile se calano Pil e occupati

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La “profonda crisi” economica ha inevitabilmente un impatto “sul Pil e sull’occupazione” ma il sistema pensionistico resta “sostenibile se il Pil cresce e l’occupazione non cala”. Ad affermarlo il commissario straordinario dell’Inps, Vittorio Conti, in un’audizione nella commissione parlamentare di Controllo sull’attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale.

“Se il Pil e l’occupazione calano – ha detto Conti – si può arrivare ad un punto in cui il sistema non è più sostenibile”. Nel “sistema pensionistico italiano – ha ricordato Conti – vediamo che c’è un peggioramento mentre nel lungo periodo c’è la tendenza a tornare in equilibrio”.

“Il piano industriale pensiamo di chiuderlo entro questo mese. Stiamo rifocalizzando e, poi, dal mese successivo si avvia la vera e propria integrazione che pensiamo di concludere entro fine giugno”, ha detto ancora Conti.

Il Piano industriale 2014-2016 è stato consegnato al parlamento e contiene gli obiettivi e il cronoprogramma del processo di incorporazione di Inpdap ed Enpals, lavoro avviato sotto la presidenza di Antonio Mastrapasqua.

In audizione in commissione ci sono stati anche i rappresentanti della Corte dei Conti, i quali hanno ricordato che il Piano doveva essere “predisposto tra febbraio e marzo” ma, anche a causa dei rallentamenti dovuti anche alle dimissioni dei “vertici”, cioè di Mastrapasqua, “servono ancora alcuni passaggi” e il Piano “verrà riesaminato la prossima settimana in una riunione informale dove i rappresentanti dell’Inps dovranno essere più puntuali”.