Pd: Minoranza chiede cambio passo, non votiamo più fiducia se non convinti

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Minoranza Pd all’attacco dopo l’esito dei ballottaggi e in vista della riunione della direzione Dem di domani. Sinistra Riformista – che si è riunita – chiede un cambio di passo e una revisione dell’Italicum e minaccia, addirittura di non votare la fiducia se non convinta in particolare per quanto riguarda le questioni sociali. La replica dei vertici Dem non si fa attendere: “Non votare la fiducia sarebbe negare il partito” dice il vicesegretario Lorenzo Guerini.

Intanto fa discutere la presa di posizione del ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia che, dopo l’esito del voto a Roma, chiede che Matteo Orfini lasci il ruolo di commissario della capitale.

Speranza, non votiamo più fiducia se non convinti, non chiediamo posti ma svolta di governo – Non chiediamo poltrone o posti in segreteria ma svolta governo “La svolta che chiediamo oggi è una svolta nell’azione di governo. Non sto parlando di ministeri e poltrone né tantomeno di posti in segreteria, quelli li avevamo, anche importanti e vi abbiamo rinunciato per difendere le nostre idee. Sto parlando delle linea politica di fondo se vogliamo evitare che l’Italia superi le gravissime fratture sociali che la caratterizzano. Non siamo più disponibili: si deve invertire la rotta e sulle questioni sociali non c’è voto di fiducia che tenga”. Lo ha detto Roberto Speranza, della minoranza Pd. “In questi mesi – sottolinea – abbiamo spesso votato cose che non ci convincevano, ad esempio per togliere la tassa sulla casa in maniera indistinta, anche ai miliardari. Non siamo più disponibili a sostenere provvedimenti che aggravano le fratture sociali, perché così consegneremo il Paese alle destre e ai Cinque stelle”. “Queste elezioni – va all’attacco – hanno rappresentato il funerale del partito della nazione, che è stato tentato follemente in comuni importanti. Che angoscia e che rabbia vederci alleati a Napoli con chi tutti i giorni insultava Saviano. Abbiamo visto i risultati e visto che solo il centrosinistra largo, aperto e che non si chiude riesce a vincere. Basta con alleanze improprie e con tentativi di sfondamento a destra: il Pd torni con coraggio a fare il cardine di un nuovo centrosinistra aperto al civismo”.

Guerini, non votare la fiducia sarebbe negare il partito – “Una cosa è invitare alla ricerca della massima sintesi possibile su alcuni provvedimenti, fatto del resto che è un’abitudine in un partito come il Pd. Altra è evocare l’ipotesi di non votare la fiducia al governo. Sarebbe un fatto grave e la negazione del significato stesso di essere un partito”. Lo dichiara il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini, dopo le parole del deputato della minoranza Roberto Speranza sulla possibilità di non votare la fiducia al governo su alcuni provvedimenti.

Cuperlo, serve un grande partito a sinistra – Io penso che un grande partito debba discutere e avere delle proposte che siano sintesi della discussione. Ho inteso il passaggio della relazione di Roberto in questo senso. Credo sia questo il punto di questo passaggio: ancorare fortemente il Pd alla sua missione che è di essere architrave della sinistra. Serve un grande partito a sinistra e non una confederazione”.

Errani, no a figurine segreteria“Il voto così negativo non può non aprire una pagina nuova del Pd e della discussione dentro il Pd. Ha fatto bene Renzi a dire: la segreteria no. Non si fa il gioco con le figurine Panini, sono sciocchezze: c’è il tema politico di collocazione del Pd nella crisi sociale ancora pesante del Paese. Se il Pd non capisce questo voto andremo a sbattere”. Lo ha detto Vasco Errani, all’assemblea di minoranza Pd, dopo che si era fatto il suo nome per un rinnovo della segreteria Pd. “Non voglio sabotare il Pd, lo voglio rilanciare”, ha affermato.

ANSA