Pd, Cuperlo a Renzi: “Non sei un leader, usi l’arroganza del capo”

Gianni Cuperlo

Non le manda a dire, Gianni Cuperlo. Con il suo solito atteggiamento pacato, spara bordate contro Renzi che ha appena terminato il suo intervento in direzione Pd, e a muso duro gli dice senza mezzi termini: “Non sei all’altezza del ruolo del leader”. E alla fine di una lunga giornata gli vota contro in direzione Pd.

 “Ti ammiro per come costruisci i tuoi discorsi e i tuoi ragionamenti, con passione – spiega Cuperlo –  ma penso che tu non ti stai mostrando all’altezza del ruolo che ricopri in questi passaggi delicati per la vita del Paese e della sinistra, che non hai la statura del leader anche se coltivi l’arroganza dei capi”.
Cuperlo accusa Renzi di “danneggiare il Pd” anche se “sono convinto che per fortuna la sinistra è più grande e più ricca di tutti noi, ma mi sembrava giusto dirti queste cose in faccia”.  “Penso che non stai facendo il segretario e stai spingendo molti ad abbandonare il partito – ha aggiunto l’esponente della minoranza – forse ti applaudiranno pezzi della destra ma rischiamo di perdere pezzi della sinistra. Sento il peso di stare in questo partito – ha detto ancora Cuperlo – certo puoi sempre rispondermi con un ‘ciao’, ma se il segretario del mio partito dice che siamo qui solo a difendere noi stessi non vuoi vedere cosa sia il rispetto e il desiderio di stare assieme”.

Quanto alla vicenda Tempa rossa, per Cuperlo “non si può chiudere con la sintesi ‘ho deciso io’, il problema non è solo nel Chi ma nel Come si decide – sottolinea – La questione non è una telefonata o l’inadeguatezza di un ministro ma il processo e i luoghi delle decisioni, il ruolo del Parlamento e forse anche la dialettica nel partito”. E Cuperlo insiste: “se un emendamento che era stato stoppato viene inserito di notte perché lo vuole il premier in un campo come quello degli idrocarburi…”.
Il j’accuse dell’esponente dem di minoranza inizia con una critica alla politica economica del governo che “mostra un limite nell’impianto. Nel merito e nel metodo non guidi le riforme che servono a un paese in crisi come il nostro”, continua rivolgendosi al premier. “Tu hai scommesso sulla defiscalizzazione che è diverso dagli investimenti pubblici, che hanno un moltiplicatore molto più alto” in termini di sviluppo e occupazione.

Cuperlo ha poi criticato le parole di Renzi sulle riforme e sul referendum: “Ancora l’altro ieri – ha ricordato – hai usato la riforma costituzionale come non si deve usare: hai detto che le opposizioni tentano di bloccarle ma a ottobre saranno spazzate via. E chi dovrebbe rimanere dopo? Pensi di dare una democrazia più solida? Così quando ci sarà un’altra maggioranza si sentirà autorizzata a cambiare la costituzione. Il referendum non è il tuo referendum, ma è un referendum per superare il bicameralismo. Più lo personalizzi più aumenti i motivi di dissenso anche dentro il tuo partito”.
A questo punto le critiche di Cuperlo si sono rivolte alle modalità di gestione del partito: “In due anni la comunità che hai ereditato, pur con tanti limiti, sembra ora piegata alla disciplina di potere o di corrente. Se l’accusa che siamo insieme solo per ragioni di interesse viene da dentro al partito, si incrinano le ragioni dello stare nel partito. Mi colpisce il tono e il luogo che hai scelto per dire queste cose: la scuola di formazione del partito. Io ci sono andato due settimane fa e non ho detto una parola contro altri colleghi di partito”.

E infine: “Hai chiesto il voto per fare il segretario ma non lo stai facendo e spingi qualcuno a uscire. E io sento il peso di stare in un partito che sembra aver perso le proprie ragioni. Mi è sembrato giusto – ha concluso Cuperlo – dirtelo come piace a te: In faccia”.

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