Paul al Psg? Vertice tra presidenti

Paul Pogba

Quell’incontro di cortesia tra Andrea Agnelli e Nasser Al Khelaifi è la prova che nel futuro di Paul Pogba c’è sempre più l’ombra del Psg. Il presidente bianconero ieri a Parigi ha parlato a lungo del fuoriclasse francese, lo ha considerato parte integrante delle ambizioni societarie, ma i fatti dicono che il corteggiamento del ricco club francese continua imperterrito. Non a caso il presidente del Psg ha colto l’occasione per fissare un appuntamento che da qui all’estate potrà rivelarsi molto importante.

Il summit I due presidenti si sono visti in un albergo del centro dopo il pranzo ufficiale nella sede dell’Unesco. La chiacchierata è durata quasi un’ora, in un clima molto cordiale. Non è dato sapere quando si rivedranno. Ma è già chiaro da tempo che la società di proprietà dello sceicco Al Thani è disponibile a toccare i 70 milioni per assicurarsi l’astro nascente francese. Sinora la Juve ha tenuto duro perché anche il Real Madrid, il Chelsea e il Manchester City hanno messo gli occhi sul centrocampista parigino. E proprio questa concorrenza dà forza alla strategia bianconera di difendere il proprio gioiello. Una serenità testimoniata dagli ottimi rapporti con il giocatore e il suo agente, Mino Raiola. Anche per questo sono slittati gli incontri per il rinnovo del contratto ora in scadenza nel 2016. La Juve intende riconoscergli un aumento sino a 4,5 milioni netti sino al 2018. Sull’altro piatto, però, ci sono proposte intorno agli 8 milioni netti per Pogba. Il buon senso, insomma, consiglia di fare tutto con calma. Una volta che sarà chiarita la vicenda di mercato, sarà più semplice per tutti trarre le dovute conclusioni.

La filosofia Così ieri Andrea Agnelli ha preferito mettere in rilievo i concetti-base della sua gestione: «Il calciomercato è un tema importante, ma la nostra volontà è di essere una società compratrice e non venditrice. Le squadre si costruiscono anno su anno e il lavoro svolto finora da Marotta, Paratici, Nedved e sul campo da Conte è stato incredibile. Si tratta di crescere anno su anno e Paul rappresenta questo percorso di crescita».

L’orgoglio Il discorso finisce sempre su Pogba: «Avere l’attenzione da parte dei grandi club su un giocatore come Pogba deve essere un motivo di orgoglio. Non dimentichiamo che due anni fa, nessuno conosceva Pogba e i nostri Marotta e Paratici sono stati i primi a individuarlo. I tifosi devono avere la consapevolezza che la dirigenza della Juventus sta anche cercando i nuovi Pogba. Se poi gli altri club ammirano le nostre scoperte, dobbiamo solo esserne orgogliosi».

Il razzismo Nel contesto dell’Unesco il tema del razzismo è molto sentito e il presidente della Juve non si sottrae: «Pogba è una persona di colore e non credo che nessun tifoso della Juve non lo stimi per questo, quindi questo va a confermare il ragionamento che forse non è sempre e solo razzismo quello che vediamo. Il razzismo è una forma diretta di discriminazione totale, il fatto di avere i nostri tifosi che supportano Pogba dimostra che non si tratta di razzismo. Detto questo, e lo ribadisco, non è tollerabile che invece forme diverse di discriminazione vengano riservate a giocatori avversari, anche se l’obiettivo è il semplice scherno. Da questo punto di vista Paul è un giocatore straordinario, è – per dirla nel modo consono all’Unesco – un giocatore patrimonio dell’umanità». Un’attestazione di stima speciale. La riprova che la Juve vuol tenerselo stretto. Ma le lusinghe sono esagerate. Resistere non sarà semplice. Soprattutto se il prezzo salisse ancora.