Parte il Giubileo dei due Papi “Non c’e’ allarme specifico”

CSI DA PAPA FRANCESCO

Il mondo intero ha visto Papa Francesco spingere con forza questa mattina gli stipiti della Porta Santa di San Pietro che per una curiosa coincidenza sembrava resistergli (in realta’ gli addetti erano in ritardo rispetto al Papa, e cosi’ e’ capitato qualcosa di simile a quanto accadde all’inizio dell’Anno Santo del 1975 quando alcuni calcinacci sfiorarono Paolo VI).

Un gesto emblematico, documentato dalla straordinaria mondovisione in 4k curata dal Centro Televisivo Vaticano, che ha reso plasticamente l’intento di Bergoglio di spingere “la Chiesa ad uscire dalle secche per riprendere con entusiasmo il cammino missionario”. Questo, ha spiegato del resto nella sua coinvolgente omelia, si propone il Giubileo della Misericordia aperto ufficialmente oggi, presente Benedetto XVI che ha varcato per secondo la Porta Santa di San Pietro, con un gesto di affetto e sottomissione al successore, con il quale si e’ abbracciato prima nell’atrio e poi nella Basilica. Una presenza importante perche’ testimonia il pieno appoggio di Joseph Ratzinger alla Riforma di Francesco, osteggiata da molti all’interno della Chiesa e della stessa Curia Romana, come si e’ visto, e che avra’ un’accelerazione con il Giubileo iniziato oggi per la Chiesa Universale dopo l’apertura della prima Porta Santa,avvenuta a Bangui in Centrafica, lo scorso 29 novembre.

La data di inizio del Giubileo per la Chiesa Universale e’ stata volutamente quella del 50esimo anniversario del Concilio: “una scadenza che non puo’ essere ricordata – ha detto Bergoglio – solo per la ricchezza dei documenti prodotti, che fino ai nostri giorni permettono di verificare il grande progresso compiuto nella fede”.”Abbandoniamo ogni forma di paura e di timore, perche’ non si addice a chi e’ amato; viviamo, piuttosto, la gioia dell’incontro con la grazia che tutto trasforma”, ha esortato il Pontefice ricordando che la visione cristiana ci chiede di “anteporre la misericordia al giudizio, e in ogni caso il giudizio di Dio sara’ sempre nella luce della sua misericordia”. “Attraversare la Porta Santa ci faccia sentire partecipi di questo mistero di amore”, ha auspicato nell’omelia della messa celebrata in piazza San Pietro davanti a 70 mila fedeli e alle delegazioni ufficiali (per l’Italia c’erano il presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, il premier Matteo Renzi e il ministro degli interni Angelino Alfano). “Questo Anno Santo Straordinario – ha spiegato – e’ anch’esso dono di grazia” che ci fa “scoprire la profondita’ della misericordia del Padre che tutti accoglie e ad ognuno va incontro personalmente”. “Sara’ un Anno Santo – ha detto ancora – in cui crescere nella convinzione della misericordia”.

Quanto torto – ha esclamato – viene fatto a Dio e alla sua grazia quando si afferma anzitutto che i peccati sono puniti dal suo giudizio, senza anteporre invece che sono perdonati dalla sua misericordia come afferma Sant’Agostino!”.
Poi all’Angelus il Papa ha ricordato chi sono i primi destinatari del Giubileo: i poveri, gli emarginati, i diseredati. Vittime in definitiva del peccato collettivo, ha sottolineato ricordando il dogma dell’Immacolata Concezione che si festeggia proprio l’8 dicembre. Nel pomeriggio, Francesco si e’ recato come ogni 8 dicembre in piazza di Spagna, dove ha invocato la Vergine “a nome delle famiglie, con le loro gioie e fatiche; dei bambini e dei giovani, aperti alla vita; degli anziani, carichi di anni e di esperienza; in modo particolare vengo a te da parte degli ammalati, dei carcerati, di chi sente piu’ duro il cammino”. “La Porta Santa – ha spiegato – rappresenta Gesu'”. E Maria ci guida verso di Lui come una Madre Immacolata”, che “in questo cammino di riconciliazione non ci fa andare da soli, ma ci accompagna, ci sta vicino e ci sostiene in ogni difficolta’”. Domenica prossima 13 dicembre Francesco aprira’ la Porta Santa di San Giovanni in Laterano e i 5 mila vescovi del mondo faranno altrettanto con le Porte Sante delle loro Cattedrali. Ma gia’ oggi, nel primo giorno del primo Giubileo decentrato della storia, sono state aperte Porte Sante nel carcere romano di Rebibbia e in Kurdistan, dove il rito e’ stato presieduto dal sgretario Cei Nunzio Galantino. “L’apertura della Porta Santa in carcere – ha commentato il cappellano del carcere di Rebibbia, don Roberto Guernieri – e’ un segno di grande speranza. La speranza di ricevere il perdono del Signore, la speranza di una nuova attenzione per chi ricopre un ruolo politico verso i detenuti e la speranza di potercela fare perche’ molti detenuti che escono dal carcere non sono di nessuno”.

Alla cerimonia erano presenti circa 300 detenuti di 14 diversi reparti di reclusione. Il prefetto di Roma Franco Gabrielli ha fatto il punto sul piano della sicurezza: “Non c’e’ nessun tipo di allarme specifico, generale, men che meno rivolto alla figura del Santo Padre”. Alla domanda dei giornalisti sulla prossima data ritenuta piu’ a richio dopo l’inaugurazione di oggi, il prefetto ha risposto: “Per me tutti i giorni devono essere all’attenzione, ovviamente modulando le forze in campo. Non dobbiamo abbassare la guardia e questo servira’ meglio di altro per consentire alla gente di tornare a Roma con tranquillita’”.

Il bilancio “dell’otto dicembre e’ positivo anche se non e’ ancora concluso, visto l’appuntamento di questa sera”. Lo ha affermato il prefetto di Roma, Franco Gabrielli, durante una conferenza stampa al press point allestito per il Giubileo. “Le persone -ha proseguito il prefetto- hanno vissuto i controlli come un modo per essere piu’ sicuri e non per creare problemi. Al momento molto bene ma abbiamo la consapevolezza che la strada da percorrere e’ ancora lunga, bisogna andare avanti come abbiamo fatto fino ad oggi”.
“3.300 unita’ delle forze di polizia, 30 uomini dei vigili del fuoco, 528 volontari della protezione civile, 350 unita’ della polizia locale, 94 unita’ del 118 Ares”. Sono i numeri illustrati dal prefetto di Roma, Franco Gabrielli, sul dispositivo di sicurezza in campo oggi per la giornata inaugurale del Giubileo. “Regolari sono stati gli spostamenti sulle linee a e b della metropolitrana in citta’. Sono 21 le persone soccorse, solo uno in codice rosso”, ha aggiunto Gabrielli durante una conferenza stampa al press point di Santo Spirito.

AGI