Parolo: «Laziali tornate allo stadio»

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Due rinforzi dal mercato? Magari e pure in fretta. Un’accelerazione di Felipe Anderson come l’anno scorso? Certo, sarebbe bellissimo. Un gol di Klose al derby? Atteso ormai da tre anni. Tutti auguri legittimi per l’anno che sta arrivando ma il vero obiettivo della Lazio per il 2018 è un altro: ripopolare l’Olimpico, farlo tornare pieno di passione come si era visto durante la volata per centrare un posto in Champions League.

Oggi, invece, Lotito piange il 36% in meno di presenze allo stadio, record di una seria A dove comunque l’emorragia è evidente per tutti. A Roma ci si sono messe pure le barriere in curva, le misure restrittive del Prefetto a rendere più chiara una crisi di rapporti tra i laziali e la propria squadra. Dopo l’idillio del 31 maggio quando settemila tifosi aspettarono gli eroi del San Paolo fino alle 2 di notte al centro sportivo di Formello al deserto delle ultime partite interne. E così, Marco Parolo, leader dello spogliatoio e coscienza critica del gruppo confessa a «Lazio Style Radio», il suo dispiacere per la diserzione dei sostenitori biancocelesti: «Il momento più bello di questa parte di stagione è sicuramente la gara contro l’Inter, speriamo serva a riconquistare la nostra gente. Non cerchiamo giustificazioni, siamo noi che con i risultati dobbiamo riportare tutti sugli spalti, perchè andare allo stadio è un divertimento. Le partite in casa che ci sono state, chiunque è venuto allo stadio, ci ha sempre tifato, e quando è stato giusto, ha fischiato ma quant’è brutto vedere l’Olimpico vuoto. Quando la scorsa stagione ci sono state cinquantamila persone è stata una carica unica, tutto però passa dai nostri risultati. Parte da noi, quindi ce la metteremo tutta per tornare a stare tutti insieme». Per certi versi sembra più facile migliorare l’attuale decimo posto e rimontare in classifica che provare a riempire l’Olimpico svuotato soprattutto dalla contestazione a Lotito. Parolo crede nell’impresa impossibile di ottenere entrambi gli obiettiv: lo stadio pieno e un posto in Europa. In questo senso sarà decisivo il mese di gennaio: «Nell’ultimo mese, a parte contro il Palermo, abbiamo sempre fatto una buona prestazione. Ci sono state difficoltà a segnare dove abbiamo trovato squadre molto chiuse. Noi siamo una squadra che, se ha spazio, può fare la differenza. Di certo, valiamo di più del posto attuale in classifica. Ora stiamo lavorando sulla strada intrapresa prima della sosta, che affrontiamo con la serenità e la consapevolezza di essere una squadra forte, finalmente nello spogliatoio c’è aria positiva, sappiamo che possiamo ancora dire la nostra».

Dopo l’eliminazione dalla Champions League aveva fatto appello ai compagni per ritrovare quella unità d’intenti necessaria per centrare risultati importanti. Era caduto nel vuoto, poi i ritiri, il quasi esonero di Pioli e adesso l’inversione di rotta: «A San Siro abbiamo lottato tutti, corso e ci siamo sacrificati con la squadra e per la squadra. Parte tutto dal gruppo, forse giocare ogni tre giorni ci ha fatto perdere ritmo. In questa sosta abbiamo capito tante cose, come e cosa serve per andare avanti: possiamo battere chiunque». Ed è per questo che la stagione della Lazio non è finita, anzi c’è da provare a continuare il cammino nelle coppe oltre che rimontare in campionato e, come dice Parolo «riportare i tifosi allo stadio». Auguri.

IL TEMPO