Parigi nel terrore, falsi allarmi alla Bastiglia e al Marais. NYT: attentati progettati in Siria

Parigi

Nuovi allarmi a Parigi dopo la strage. Evacuata place de la Republique, durante l’omaggio alle vittime, con migliaia di persone presenti.
La folla ha improvvisamente udito degli spari ed è fuggita in massa.

Gruppi di persone in fuga anche nelle strade intorno alla Bastiglia. Qualcuno dopo aver udito un’esplosione nel quartiere di Marais, nei pressi di rue des Rosiers, il cuore del quartiere ebraico, ha dato l’allarme facendo scatenare il panico. La prefettura di Parigi ha poi confermato diversi «movimenti di panico» nella capitale «dopo un falso allarme». Secondo alcune testimonianze, la psicosi è scoppiata a causa del lancio di petardi.

LO SCOPPIO DI UNA LAMPADINA
Una fonte della polizia ha poi spiegato che l’ondata di panico di questo pomeriggio fra place de la Republique e il quartiere del Marais è stata originariamente provocata dallo scoppio della lampadina di un ristorante. Il rumore improvviso ha provocato in un poliziotto presente il riflesso di estrarre l’arma e ciò ha innescato la reazione di panico fra i clienti. La gente nella vicina place de la Republique, raccolta a centinaia per l’omaggio alle vittime del terrorismo, ha cominciato a gridare e fuggire, anche davanti alle telecamere della tv che davano la diretta. La notizia si è propagata a quel punto ancora più velocemente in tutto il quartiere. Giornalisti presenti hanno raccontato che tre ragazzi hanno percorso la vicina rue Saint-Denis gridando che qualcuno aveva sparato, aumentando il panico generale.

“CHIUDEREMO LE MOSCHEE RADICALI”
Intanto Il ministro dell’Interno, Bernard Cazeneuve, in diretta su France 2, ha detto di aver avviato i procedimenti per lo «scioglimento» di quelle moschee in cui «certi soggetti fomentano l’odio». «Non ho atteso lo stato d’emergenza per combattere i predicatori d’odio ma lo stato d’emergenza ci deve permettere di agire in modo più rapido», ha detto Cazeneuve su France 2.

BOMBARDATA RAQQA
La Francia conferma, attraverso il ministero della Difesa, il massiccio bombardamento dei suoi jet su Raqqa, la capitale dell’Isis in Siria. Lo riferisce France 24. In precedenza una vera e propria pioggia di fuoco su Raqqa era stata segnalata dagli attivisti anti-Isis nella città. «Almeno 30 i raid aerei» nelle ultime ore, «che si sono intensificati in serata». L’energia elettrica è saltata. A Raqqa sono stati addestrati gli attentatori di Parigi.

L’INCHIESTA
Gli attentatori di Parigi erano in contatto con alcuni membri dell’Isis in Siria con i quali hanno comunicato prima di sferrare gli attacchi: lo riporta il New York Times citando fonti investigative americane e francesi. Secondo gli esperti sentiti dal Nyt si tratta di una prova evidente di come i vertici dell’Isis abbiano di fatto preparato e coordinato l’attacco, e non solo ispirato. Le comunicazioni sarebbero avvenute attraverso l’uso di tecnologie criptate, affermano le fonti sentite dal quotidiano, senza spiegare se si tratti di canali di comunicazione che erano tra quelli monitoriati dalle intelligence occidentali oppure se si tratti di canali più sofisticati che sfuggono all’attività di vigilanza.

I terroristi di Parigi potrebbero aver usato la PlayStation 4s per comunicare con i vertici dell’Isis immediatamente prima degli attacchi. Lo scrive il Mirror online citando il ministro dell’Interno belga Jan Jambon, secondo il quale la consolle sarebbe quasi impossibile da monitorare, in ogni caso «molto più difficile rispetto a WhatsApp».

Il Messaggero