Parigi: dopo gli attacchi rifiutato ingresso a 1.000 persone. Città blindata per il vertice sul clima

POLIZIA PARIGI

A circa 1.000 persone che “rappresentavano rischi per la sicurezza e l’ordine pubblico” è stato negato il permesso per entrare in Francia dagli attacchi di Parigi del 13 novembre. Lo ha dichiarato il ministro degli Interni Bernard Cazeneuve da Strasburgo.

Vigilia di massima allerta a Parigi per la Conferenza Onu sul clima, la cosiddetta Cop 21, che comincerà i lavori domani nell’area del Bourget. L’appuntamento clou è fissato per lunedì mattina, quando il presidente francese Francois Hollande e il ministro degli Esteri Laurent Fabius accoglieranno i capi di Stato e di governo dei 147 Paesi partecipanti per aprire ufficialmente la conferenza.

All’evento non mancherà nessuno, da Barack Obama a Vladimir Putin, dai leader asiatici Xi Jinping e Narendra Modi alla presidente brasiliana Dilma Roussef, fino al capo della Commissione europea Jean-Claude Juncker.

“Questa partecipazione fa della Cop 21 una delle più importanti conferenze diplomatiche mai organizzate al di fuori delle assemblee generali dell’Onu”, sottolinea il governo francese, che non esita a parlare di evento “inedito” per il Paese. Il sito del Bourget e i dintorni saranno messi sotto massima sorveglianza già da domenica, con circa 2.500 poliziotti e gendarmi schierati, e l’accesso per i veicoli privati e i taxi sarà sostanzialmente impossibile. Ampi tratti dell’autostrada che attraversa la banlieue nord di Parigi saranno chiusi, con deviazioni per garantire l’accessibilità dell’aeroporto di Roissy Charles de Gaulle. Gli organizzatori sconsigliano in ogni caso di tentare di raggiungere in macchina la zona, in cui gli imbottigliamenti sono frequenti anche in occasione di manifestazioni meno affollate, e invitano a prendere i mezzi pubblici, che domenica e lunedì saranno gratuiti in tutta la regione di Parigi.

La sicurezza sarà massima anche nei quartieri colpiti dagli attentati del 13 novembre, in particolare intorno ai ‘memoriali’ spontanei creati dai parigini nella place de la Republique e di fronte al Bataclan. Numerosi premier e presidenti, secondo quanto riferiscono i media transalpini, avrebbero espresso il desiderio di recarsi a rendere omaggio alle vittime in questi luoghi, e le forze dell’ordine sono mobilitate per garantire un tranquillo svolgimento anche a questi momenti simbolici.

E’ inoltre potenziata la vigilanza alle frontiere francesi, dove il ministero dell’Interno ha già inviato oltre 8.000 agenti supplementari per effettuare i controlli d’identità all’ingresso, reintrodotti dopo gli attacchi terroristici e confermati almeno fino alla fine del vertice. Nel mirino della polizia non ci sono solo le reti del terrorismo islamico. Oggi un gruppo di agenti in tenuta anti-sommossa ha perquisito uno squat nella periferia di Parigi, a Ivry-sur-Seine. Nell’edificio, dove normalmente abitano una decina di persone, sono stati sequestrati computer, fogli stampati e poster che menzionavano la Cop 21. Nel pomeriggio sono inoltre state fermate e messe in libertà vigilata preventiva, come consentito dallo stato di emergenza, due persone che nei giorni scorsi avevano sfidato il divieto di manifestare imposto dalla prefettura. Secondo gli inquirenti sarebbero collegate a gruppi antagonisti violenti e ai cosiddetti ‘black bloc’.

ANSA