Papa, i pastori non indulgano mai alla doppiezza

CSI DA PAPA FRANCESCO

Cracovia – “Il discepolo fedele attua un discernimento vigile e costante, sapendo che il cuore va educato ogni giorno, a partire dagli affetti, per fuggire ogni doppiezza negli atteggiamenti e nella vita”. Lo ha ricordato Papa Francesco nella messa celebrata a Cracovia nel Santuario intitolato a San Giovanni Paolo II rivolgendosi a cardinali, vescovi, sacerdoti e religiosi che gremivano la chiesa decorata dai mosaici di Mark Rupnik. Agli ecclesiastici e ai consacrati il Pontefice, rivolgendosi idealmente ad ognuno di loro come singolo discepolo del Vangelo, Bergoglio ha chiesto di fuggire sempre “le situazioni appaganti che lo metterebbero al centro, non si erge sui traballanti piedistalli dei poteri del mondo e non si adagia nelle comodita’ che infiacchiscono l’evangelizzazione; non spreca tempo a progettare un futuro sicuro e ben retribuito, per non rischiare di diventare isolato e cupo, rinchiuso nelle pareti anguste di un egoismo senza speranza e senza gioia”.

“D’altra parte – ha affermato Francesco – Gesu’ non ama le strade percorse a meta’, le porte lasciate socchiuse, le vite a doppio binario. Chiede di mettersi in cammino leggeri, di uscire rinunciando alle proprie sicurezze, saldi solo in Lui”. Nell’omelia, il Papa ha poi evocato “la figura dell’unico discepolo nominato, Tommaso”, quello che poi chiese al Risorto di poter toccare le ferite della Crocifissione per convincersi che fosse realmente Gesu’. “Nel suo dubbio e nella sua ansia di voler capire, questo discepolo, anche piuttosto ostinato, un po’ – ha osservato Bergoglio – ci assomiglia e ci risulta anche simpatico. Senza saperlo, egli ci fa un grande regalo: ci porta piu’ vicino a Dio, perche’ Dio non si nasconde a chi lo cerca”. “Gesu’ – ha concluso il Pontefice tornando infine al tema della terza giornata della sua visita in Polonia, la Miserocrdia – gli mostra le sue piaghe gloriose, gli fa toccare con mano l’infinita tenerezza di Dio, i segni vivi di quanto ha patito per amore degli uomini”.

AGI