Papa Francesco all’Angelus mette in guardia dal diavolo

CSI DA PAPA FRANCESCO

Se “lasciamo entrare” il diavolo, che è sempre “accovacciato davanti alla nostra porta e vuole entrare” nella nostra vita, “sarebbe lui allora a chiudere la nostra porta a chiunque altro”. Lo ha detto il Papa all’Angelus in piazza San Pietro. L’evangelista Giovanni, dopo aver scritto che “il Verbo – ovvero la Parola creatrice di Dio – si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”, “non nasconde la drammaticità della Incarnazione, sottolineando che al dono d’amore di Dio fa riscontro la non accoglienza da parte degli uomini. La Parola è la luce, eppure gli uomini hanno preferito le tenebre; la Parola venne tra i suoi, ma essi non l’hanno accolta. Hanno chiuso – ha detto Francesco – la porta in faccia al figlio di Dio. E’ il mistero del male che insidia anche la nostra vita e che richiede da parte nostra vigilanza e attenzione perché non prevalga. Il Libro della Genesi dice, con una bella frase, che il male è ‘accovacciato davanti alla nostra porta’. Guai a noi se lo lasciamo entrare, sarebbe lui allora a chiudere la nostra porta a chiunque altro. Siamo invece chiamati a spalancare la porta del nostro cuore alla Parola di Dio, per diventare così suoi figli”. Nel giorno di Natale, ha ricordato il Papa, “è stato già proclamato questo solenne inizio del Vangelo di Giovanni; oggi ci viene proposto ancora una volta. È l’invito della santa Madre Chiesa ad accogliere questa Parola di salvezza, questo mistero di luce. Se lo accogliamo, cresceremo nella conoscenza e nell’amore del Signore, impareremo ad essere misericordiosi come Lui. Specialmente in questo Anno Santo della Misericordia, facciamo sì che il Vangelo diventi sempre più carne anche nella nostra vita”.

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