Papa, al Congresso le 4 icone del “sogno americano”

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Quattro icone americane, “quattro individui e quattro sogni”. Davanti al Congresso, Papa Francesco ha evocato Abraham Lincoln “per il suo impegno per la liberta’”, Martin Luther King per il “pluralismo e la non esclusione”, Dorothy Day per la “giustizia sociale e i diritti delle persone”; e Thomas Merton, monaco cistercense per “la capacita’ di dialogo e l’apertura a Dio”.

Lincoln, “il custode della liberta”, Martin Luther King “il cui sogno continua a ispirarci”, la Day e Merton sono “quattro rappresentanti del popolo americano” che hanno “dato forma ai valori fondamentali dello spirito” di questo Paese, ha detto il Papa. I primi due, figure storiche famosissime, non hanno bisogno di introduzione. Meno noti la Day e Merton. Perche’ Francesco li ha evocati? Dorothy Day e’ il personaggio piu’ complesso, politicamente controverso: la fondatrice del Catholic Worker Movement morta nel 1980 lavoro’ senza tregua per aiutare poveri e homeless. Una beniamina della sinistra, che flirto’ in vita con i comunisti, Dorothy da giovanissima ebbe un aborto, una esperienza che le creò sensi di colpa tutta la vita e i leader cattolici dei movimenti per la vita hanno usato la sua personale opposizione all’aborto per sostenere la causa per la sua canonizzazione.

Francesco l’ha citata per il suo attivismo sociale, la sua passione per la giustizia e la causa degli oppressi, “ispirata dalla fede”. Un esempio nella lotta contro la poverta’, cara al messaggio del Papa, ma forse anche un modello di chi vede l’aborto “in termini di perdono, non di criminalita’”, come testimoniò un suo ex collaboratore quando l’allora Cardinale John O’Connor cercò di farne una “eroina per la vita”. Prima di partire per gli Stati Uniti Francesco ha dato potere ai preti di assolvere dal “peccato di aborto” durante il prossimo Anno santo della Misericordia.

Infine Merton, un uomo di preghiera, un mistico e un pensatore, ma anche un uomo di dialogo e un “seminatore di pace” tra popoli e religioni. Il Papa lo ha evocato in una velata allusione al negoziato su Cuba quando ha reso omaggio “agli sforzi degli ultimi mesi per contribuire a superare storiche divergenze legate a dolorosi episodi del passato”.

ANSA