Palacio illude, poi il crollo. Carrizo, quanti regali ai tedeschi

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Un film già visto. Perché quest’Inter o gioca un grande calcio o balla come un guscio di noce nell’Atlantico. Anche a Wolfsburg i nerazzurri giocano un super spezzone di gara, il primo, ma monetizzano solo col guizzo di Palacio. Poi è marea biancoverde, esaltata dagli errori di Juan Jesus (pareggio di Naldo) e Carrizo, che impacchetta la doppietta di De Bruyne. Due i capi d’accusa per Mancini: aver insistito col portiere di riserva e aver virato su una difesa a 5 su cui la squadra si è accartocciata quando il match era ancora in equilibrio. A Milano, tra sette giorni, per passare ai quarti servirà un mezzo miracolo.

PRIMO TEMPO — Nessuna sorpresa nelle formazioni. Wolfsburg col solito 4-2-3-1 col bomber Dost alle cui spalle si muovono Caligiuri, De Bruyne e Schurrle. Mancini sceglie Hernanes come interno sinistro per Brozovic (fuori dalla lista Uefa) e conferma la coppia di centrali Ranocchia-Juan Jesus. Più che trequartista, Shaqiri parte esterno destro in un tridente completato da Icardi e Palacio. La mossa paga, perché sembra di avere riavvolto il nastro di 21 giorni, quando contro c’era il Celtic. Altro stadio gioiello, altro avversario in biancoverde, altra partenza sprint dei Mancio boys che al 2’ sfiorano il vantaggio con Palacio e lo trovano appena dopo con lo stesso argentino, freddo davanti a Benaglio su grande assist di Icardi, innescato da un retropassaggio di Shurrle, pressato da D’Ambrosio. L’Inter per 25’ è una fisarmonica micidiale, sa rimanere compatta e ripartire con Guarin ed Hernanes a fare gli stantuffi e Medel che morde tutto quello che gli capita a tiro. Anche se fa quasi tenerezza vedere che arriva sì e no allo sterno di Guilavogui. Il Wolfsburg sbanda (Knoche al centro della difesa non è certo un muro), rischia il raddoppio – Hernanes, 21’, al termine di un contropiede stupendo -, ma appena rimette la testa fuori trova un pareggio in quel momento immeritato. Caligiuri – bellissimo il suo duello con Santon – obbliga Carrizo al miracolo, però sul corner Juan Jesus guarda la palla e si perde l’inserimento del pennellone Naldo, che di testa fa 1-1. Qui i nerazzurri hanno il merito di non rinunciare mai a giocare il pallone e di frenare lo slancio dei verdi, che prima dell’intervallo si rendono pericolosi solo con un destro dal limite di Vireirinha, tenuto da Carrizo.

SECONDO TEMPO — Hecking nell’intervallo toglie Schurrle e inserisce Trasch, con Viereirinha che da terzino sale nel tridente e fa traslocare Caligiuri a sinistra. Più del cambio, pesa il calo fisico dell’Inter, che ha speso molto nel primo terzo di gara. I tedeschi alzano il baricentro, su una ripartenza Palacio regala l’illusione del gol, ma al 13’ Mancio decide per il passaggio a tre (fate anche a cinque) dietro: dentro Vidic per Hernanes. Il tecnico però può poco contro certi blackout. Carrizo al 18’ appoggia corto per Jesus, anticipato da Viereirinha che pesca a centro area De Bruyne, incredulo di poter appoggiare a porta vuota per il 2-1. Il problema è che il portiere la frittata la fa con due uova e al 31’ concede il bis all’olandese. Vidic prima sbaglia un’uscita, poi stende lo stesso De Bruyne, che dal limite destro dell’area batte una punizione normale su cui Carrizo parte tardi e male. Poco spostano nel finale gli ingressi di Bendtner (per il temuto Dost, cancellato da Ranocchia), Kovacic e Kuzmanovic, per Santon e Shaqiri. E De Bruyne nel recupero si mangia il 4-1. Tra sette giorni a San Siro servirà un’impresa, perché l’Inter due gol può anche segnarli. Ma non subirne sembra davvero un Everest.

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