«Pagata cara un’ingenuità»

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Sotto quel balcone del Bentegodi, Pioli tenta di conquistare il Verona. Nel mirino, superato Petkovic, c’era il record di Reja. Cinque vittorie consecutive. Amaro il calice di Romeo e Giulietta, amaro come il pareggio con l’Hellas. La Lazio si è fermata a quattro, duplice faccia di una medaglia, che da un lato sorride e dall’altro no. Pro e contro, c’è il terzo posto ma è vera bagarre, i tre punti avrebbero significato sogno Champions in solitaria: «Sono tante le concorrenti, ma stiamo dimostrando di poter essere una di quelle. Perchè abbiamo ancora margini di crescita – spiega il tecnico di Parma al termine della sfida con gli scaligeri – e abbiamo dimostrato carattere anche in inferiorità numerica. Per il momento non guardiamo la classifica, sappiamo qual è il nostro obiettivo e il percorso intrapreso è quello giusto. Ora è il momento di pensare a correre e affrontare altre squadre molto più forti: non ci fermeremo finchè non avremmo raggiunto l’Europa».

Ma non è stata una Lazio brillante come con il Torino, deconcentrata e imprecisa, Pioli ne sottolinea tutti i limiti da superare: «Alla fine ne è uscita una buona prestazione, per alcuni aspetti anche migliore di domenica. Abbiamo cercato di vincere la partita, non ci siamo riusciti ma l’atteggiamento e la mentalità sono quelli giusti. Sarebbe servita più decisione per chiudere la partita con il secondo gol, soprattutto perché nel secondo tempo siamo stati padroni del campo. Invece sono mancati la profondità e i tiri in porta, abbiamo dati troppi punti di riferimento». E si riserva qualche dubbio sulla bontà del penalty contro i biancocelesti, poi realizzato da Toni a pareggiare i conti: «Un’ingenuità ci è costata tanto, fino al rigore avevamo rischiato così poco. Tuttavia non mi sembra che la trattenuta di Cavanda sia stata così netta da far cadere pesantamente l’avversario. Comunque – bacchetta Pioli la sua difesa – c’era più di una posizione da prendere in anticipo, con lo scivolamento della retroguardia si sarebbe potuto rimediare».

Amaro pure Lotito, Lazio a dominare ed episodi a girare la ruota. Ma l’Europa che conta non è troppo un’utopia: «La partita avrebbe potuto prendere una piega diversa, ma gli episodi in fin dei conti ci hanno penalizzato. Se siamo in corsa per il terzo posto? A mio avviso abbiamo una squadra completa che può giocarsela alla pari con tutti. Il calcio però è fatto di episodi, e possono capitare gare come quella di stasera – spiega il presidente biancoceleste – Fa parte del calcio, ma se continuiamo così possiamo toglierci belle soddisfazioni. Obiettivo Champions? Penso che la squadra debba mantenere un profilo basso, bisogna stare con i piedi per terra e non fissare obiettivi del genere. Eravamo in pieno controllo del match fino al rigore. Ma bisogna sottolineare il carattere della squadra, anche in inferiorità numerica siamo riusciti a fare bene».

IL TEMPO