Padoan: «Tagli al cuneo fiscale riducendo la spesa pubblica»

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BRUXELLES «Bisogna cominciare subito» con le riforme strutturali, perché i «risultati saranno crescenti nel tempo e probabilmente significativi nel giro di 2 o 3 anni», ha detto ieri il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, dopo aver presentato le priorità del governo Renzi davanti all’Eurogruppo. In vista del Consiglio dei ministri di domani a Roma, l’esercizio si annuncia complicato, soprattutto per i vincoli di bilancio imposti dall’Unione Europea. Se la «priorità è mettere in atto politiche a favore della crescita e dell’occupazione», secondo Padoan, «sarebbe una sciocchezza» disperdere «l’enorme risultato di finanze pubbliche» ottenuto in questi anni. La strategia del governo si iscrive in un «orizzonte di medio termine». L’idea di fondo è spiegare all’Europa che alcune riforme «temporaneamente aggravano la finanza pubblica», ha spiegato Padoan. Non ci sarà «la messa in discussione dei vincoli». Per il ministro dell’Economia, «l’Italia viene in Europa per fare delle cose, non per chiedere dei favori». Ma l’obiettivo – secondo alcune fonti del Tesoro – è di aprire «nelle prossime settimane» un negoziato con la Commissione per avere più tempo prima di raggiungere il pareggio di bilancio in termini strutturali. «Gli obiettivi di riduzione del deficit strutturale potrebbero essere rivisti», dice una fonte.
IL NODO DEI DEBITI PA
In Europa c’è «il riconoscimento generale che c’è stato un periodo di aggiustamento molto doloroso, che lo stato delle finanze pubbliche è molto più vicino all’equilibrio di quanto non fosse qualche anno fa e che allo stesso tempo ci sono decine di milioni di disoccupati, con una crescita che è ancora più bassa», ha detto Padoan. 
Il ministro ha annunciato che la riduzione del cuneo fiscale sarà «coperto in modo permanente da tagli di spesa». Del resto, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, ha chiarito che non si intende fare ricorso ai fondi Ue per le coperture. La spending review è essenziale», ha detto Padoan. Ma «ci sono altri terreni di natura strutturale su cui il governo intende operare», come il mercato del lavoro e la delega fiscale. Il ministro dell’Economia ha lasciato intendere che taglierà le previsioni di crescita dell’Italia per il 2014. I numeri «sono più vicini a quelli della Commissione»: 0,6% contro l’1,1% annunciato da Fabrizio Saccomanni.
Confrontato alla minaccia di una procedura di infrazione, il Consiglio dei ministri domani dovrebbe approvare anche un nuovo provvedimento sugli arretrati della Pubblica Amministrazione. «Il governo sta lavorando a uno strumento legislativo che colleghi il completamento del processo di pagamento a un riassetto permanente del sistema, con l’obiettivo di evitare che in futuro situazioni di accumulo di debiti si ripresenti», ha detto Padoan. 
Le misure, contenute in una lettera al commissario Antonio Tajani, dovrebbero includere la fatturazione elettronica e una piattaforma tecnologica per verificare i pagamenti dei vari enti.