Padoan conferma stime crescita del governo

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Gli ultimi dati macroeconomici, in particolare quello sulla produzione industriale di agosto, forniscono sostegno alle previsioni del governo contenute nella nota di aggiornamento del Def sul Pil del 2017. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, nel corso di un’audizione alle commissioni riunite bilancio di Camera e Senato. “I nuovi dati di contabilità trimestrale – ha detto – riducono la cosiddetta crescita acquisita per il 2016, alla luce dei dati per i primi due trimestri, da 0,7 a 0,6 per cento. Il dato di produzione industriale di agosto, +1,7% sul mese precedente, porta invece ad aumentare la stime di crescita del Pil reale per il terzo trimestre anche ipotizzando che il balzo venga compensato da una equivalente variazione congiunturale negativa in settembre”. “Ne consegue – ha aggiunto Padoan – che riteniamo di confermare la previsione di crescita del Pil reale di 0,8 per cento per quest’anno. Inoltre, l’effetto di trascinamento sul 2017 aumenta lievemente, il che fornisce un ulteriore supporto alla previsione del governo”. “La composizione della manovra e quindi alcuni suoi effetti sono ancora passibili di variazione in quanto il ddl di bilancio deve essere ancora discusso e approvato dal consiglio dei ministri”, ha sottolineato il ministro. La stima dei tassi di crescita, così come indicati nella nota di aggiornamento al Def, è basata sull’ipotesi di un indebitamento netto pari al 2% del Pil nel 2017, all’1,2% nel 2018 e allo 0,2% nel 2019. I tassi di crescita del Pil reale associati a questi livelli di indebitamento sono i seguenti: 1% nel 2017, 1,3% nel 2018 e 1,2% nel 2019. “Nell’audizione del 3 ottobre – ha ricordato Padoan – l’Ufficio parlamentare di bilancio ha ritenuto di non validare la previsione di crescita programmatica per il 2017 contenuta nella Nadef. Ricordo – ha aggiunto – che in caso di mancata validazione il governo illustra i motivi per cui ritiene di confermare le proprie valutazio ni ovvero di conformarle a quelle dell’ufficio”. “La valutazione da parte dell’Upb – ha sottolineato il ministro – è ovviamente un aspetto importante del processo di approvazione parlamentare della Nadef e lo stesso governo ha beneficiato dell’interlocuzione con l’Upb nel predisporrele previsioni, ma la legge contempla esplicitamente la facoltà per il governo di non conformare la propria previsione a quella dell’Upb.

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