Ottantatré euro in più al mese Renzi: aumento da maggio per chi guadagna fino a 1500 euro

TASSE SOLDI

ROMA Mille euro in più in busta paga all’anno per chi guadagna 1.500 euro netti al mese: il premier Matteo Renzi annuncia la sua «rivoluzione» che però scatterà da maggio. La divisione per dodici garantisce 83 euro al mese. Nessun provvedimento dunque, né dl né ddl, sul fronte fiscale ma il via libera del governo a una relazione del presidente del Consiglio che fissa la road map che oltre agli sgravi in busta paga promette anche il taglio del 10 per cento dell’Irap e della bolletta energetica per le aziende. Ma questo è solo un tassello delle novità, che vanno dai debiti Pa al Jobs Act, dalla scuola al piano casa. Servono «100 giorni per cambiare», dice il premier che incassa a fine giornata un assist dal leader della Cgil Susanna Camusso che promuove il calo delle tasse sul lavoro e l’aumento del prelievo sulle rendite.
LE COPERTURE Uno dei nodi sono le coperture. Renzi in conferenza stampa mentre mostra le slide spiega che ci sono e sono solide: «Dieci miliardi per dieci milioni di persone», fa i conti. Spending review, calo dello spread e minori interessi sul debito sono le voci che andranno a finanziare l’operazione che Renzi definisce «storica» lasciando intendere di avere ampi margini di manovra.
SPENDING REVIEW I tre miliardi di risparmi previsti da Cottarelli sono una stima «prudente», spiega infatti: sul tavolo a disposizione ce ne sono almeno sette nel 2014. Idem per quanto riguarda il deficit: «Non voglio – rassicura – utilizzare tutto il margine» che abbiamo se calcoliamo la forbice «tra il 2,6% e il 3%» e che «ci dà 6 miliardi». Senza contare, fa eco il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, che gli «effetti espansivi che deriveranno dal taglio del cuneo sulla crescita e sull’occupazione».
MISURE PER LE IMPRESE Taglio dell’Irpef dunque (che sfiora anche un po’ di «ceto medio», sottolinea) ma anche misure per il mondo delle imprese. Dallo sblocco di 68 miliardi totali di debiti della Pubblica amministrazione, per testimoniare che lo «Stato rispetta i patti», agli sgravi Irap passando per le pmi e il rafforzamento del fondo di garanzia con 500 milioni di euro. E poi smantellamento della riforma Fornero del mercato del lavoro.
L’ATTENZIONE VERSO I PRECARI Qui, al contrario del capitolo fisco, i testi di legge ci sono: un decreto e un disegno di legge che puntano soprattutto sui precari. Il contratto a termine cambia volto: non potrà durare più di tre anni e non dovrà più avere una causale. Casa e scuola completano infine il quadro: arriva infatti il piano messo a punto dal ministro Lupi che prevede sostegno all’affitto a canone concordato, ampliamento dell’offerta di alloggi popolari, sviluppo dell’edilizia residenziale social e quello per l’edilizia scolastica. «Abbiamo alimentato a 3,5 miliardi – spiega Renzi – il plafond a cui attingere per comuni province per le scuole e chi vuole attingere lo farà con procedure semplificate. E l’unità di missione (una sorta di cabina di regia) sarà attiva a Palazzo Chigi». Insomma, «atto è fatto», ribadisce il presidente del Consiglio durante l’ora e mezzo di conferenza stampa. E a chi continua a coltivare il dubbio rivolge un unico invito: «Aspettare il 27 maggio santommasianamente».