Orrore all’asilo nido di Milano, bimbi picchiati e seviziati con cerotti alla bocca. Arrestata la direttrice.

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Picchiava e insultava i bambini. Schiaffi, spintoni, bestemmie e quando non ce la faceva più a sentire le loro lamentele, i pianti, gli chiudeva la bocca con il nastro adesivo.
La donna che avrebbe dovuto accudirli ogni giorno si era trasformata nel loro aguzzino. E’ la storia terribile che arriva dalla provincia di Milano. La direttrice di un asilo nido privato dell’hinterland è stata arrestata dai Carabinieri del Nas, diretti dal comandante Paolo Belgi, per maltrattamenti su unidici bambini tra uno a tre anni.

Nell’ambito dell’attività investigativa – coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano – i militari hanno portato alla luce un quadro scovolgente fatto di sevizie, umiliazioni e maltrattamenti. Ad incastrare la donna, 40 anni, titolare di questa piccola struttura dell’hinterland a nord di Milano, un video in cui si vedono scene inequivocabili. Di fronte alle quali però la direttrice, che ora si trova agli arresti domiciliari, ha continuato a negare ogni accusa: «Nel mio asilo non succede nulla – continuava a ripetere – mi vogliono mettere in cattiva luce». Le immagini, purtroppo, raccontano più di mille parole.

L’indagine dei Nas parte da lontano. I carabinieri erano stati infatti allertati su segnalazione di un ex dipendente dell’asilo che aveva denunciato le carenze igienico sanitarie della struttura e la qualità del cibo che veniva dato ai bambini. Da lì era cominciata l’attività investigativa che ha permesso di svelare un quadro molto più allarmante. Oltre ad accertare il fatto che venisse dato ai bambini poco cibo, oltretutto spesso scaduto, le telecamere piazzate all’interno della struttura hanno permesso di svelare i maltrattamenti subiti dai bimbi.

La direttrice che nelle prime ore del mattino era sola a gestire gli undici bambini a lei affidati usava un linguaggio volgare, ingiurioso e minaccioso, arrivando anche alle bestemmie. Poi, non contenta, li umiliava non solo psicologicamente. Schiaffi, spintoni e strattonamenti, impediva loro di parlare chiudendogli la bocca con il nastro adesivo, a volte li costringeva a mangiare con la forza. Nelle immagini si vede la donna che spinge la testa di un bimbo nel piatto, insultandolo pesantemente.

I Carabinieri hanno verificato inoltre che la gestione dell’attività – per ottimizzare i guadagni – influiva anche sull’alimentazione e sulla cura dei frequentatori dell’asilo; ad esempio, durante il pranzo e la merenda i bambini venivano imboccati utilizzando lo stesso cucchiaio dallo stesso piatto e fatti bere anche nello stesso bicchiere.

Ovviamente i genitori erano all’oscuro di tutto. Ogni giorno venivano rassicurati dalla donna sul buon andamento della «vita in asilo», anche attraverso bigliettini che ogni bambino portava a casa, dove venivano indicati dalle prime ore della mattinata e prima del loro effettivo verificarsi la regolare fruizione dei pasti e delle attività svolte, attività mai effettuate perché in realtà i bambini venivano messi a letto e fatti dormire per la quasi totalità della giornata.