Orrore a Roma, ospite in una villa decapita la colf Ucciso dalla polizia

POLIZIA 6

ROMA Una scia di sangue, l’oblò dello spioncino che mostra una donna decapitata. E alle spalle un uomo vestito da giardiniere horror, con la maschera, gli occhiali da sole e una mannaia in mano. «Apri la porta», gli ordinano. Ma lui prova a fuggire, salendo sulla sua Chevrolet grigia, puntando quel coltellaccio verso le forze dell’ordine. Attimi di trattativa inutile, poi il fuoco. Federico Leonelli, 35 anni, muore poco dopo al Sant’Eugenio. Dentro la casa degli orrori, immersa nel verde più esclusivo dell’Eur, in via Birmania 86, al seminterrato della villa dove lavorava da un anno, giace esanime la domestica ucraina, Oksana Martseniuk, 38 anni. I padroni di casa sono in vacanza, lei è rimasta sola con il suo assassino.
SANGUE OVUNQUE
A dare l’allarme un paio di vicini. Sono le 10,47, c’è una donna che non vuole morire, implora, scappa, seminuda. «Abbiamo sentito urla tremende, venivano dal giardino: lasciami ti prego, non uccidermi». Leonelli, che da un paio di mesi è ospite nella villa in cambio di alcuni lavori di manutenzione e giardinaggio, anche di guardiania notturna, dopo averla colpita con la mannaia diverse volte, la trascina nel seminterrato, forse con l’intento di farla a pezzi e poi farla sparire.
Ma qualcuno ha avvertito il 113, quattro agenti scavalcano grazie alla scala di un vicino, scendono seguendo la scia di sangue nel seminterrato, chiedono ai vigili di sfondare la porta: davanti agli occhi si trovano una scena da film dell’orrore. Sangue sulle pareti, sul pavimento e quell’uomo esaltato che fende quella lunga lama da giardino.
Leonelli, figlio di un funzionario delle forze armate, abitava in zona Ostiense, ma da un paio di mesi era in affitto nel seminterrato in via Birmania, di proprietà del collega di lavoro, Giovanni Ciallella, consigliere d’amministrazione della società di telecomunicazioni brasiliana Ifh pro. E da un po’ di giorni era solo con la fidata Oksana, domestica e bambinaia, da quando la famiglia – moglie e tre figli – erano partiti per le vacanze. «Maneggia coltelli, sono preoccupata».
La donna, che ha marito e due figli in Ucraina (contava di rivederli il primo settembre, data in cui erano fissate le sue ferie), proprio nei giorni scorsi aveva meso al corrente i padroni di casa delle strane abitudini di tipo, biondo, occhi azzurri, alto e palestrato, appassionato di armi e arti marziali. Un sospetto, di cui è venuto al corrente Leonelli e che forse ha fatto scattare la sua rabbia. I suoi comportamenti strani, sono culminati ieri, quando tutto bardato, maglia verde, anfibi e pantaloni neri, mascherina e mannaia, ha messo in atto quel piano a cui nella sua testa forse stava lavorando da tempo.
I VICINI
Intorno alla villa dell’orrore, poco distante dalla dimora di Duilio Poggiolini, a fianco ad altre residenze esclusive, dietro ai citofoni e al riparo di muri, siepi e videosorveglianza, i pochi che rispondono sanno poco e niente della famiglia Ciallella. «Stavamo dormendo, siamo due vecchi, non abbiamo veramente sentito nulla». Solo una donna e un domestico, coloro che hanno dato l’allarme ricordano le urla disperate di Oksana.
Al momento resta senza indagati il fascicolo aperto dalla Procura di Roma e relativo all’omicidio di Oxana Martseniuk da parte di Federico Leonelli, a sua volta ucciso dagli agenti di polizia mentre tentavano di bloccarne la fuga. Il procuratore aggiunto Pier Filippo Laviani, che coordina le indagini, ha disposto per oggi le autopsie dei cadaveri. Dall’esito dell’esame autoptico su Leonelli gli inquirenti decideranno se procedere con l’iscrizione nel registro degli indagati. Tra le ipotesi al vaglio anche quella della violenza sessuale, visto che la domestica non indossava la maglietta. Anche le registrazioni della telecamera di sorveglianza potranno essere utili agli inquirenti. Da ieri alle 21 la villa degli orrori è sotto sequestro.

IL MESSAGGERO