Ora la Meloni si appella al «voto utile»

Meloni

Scade il tempo dei sondaggi sulle amministrative e la chiusura è col botto. Alcune delle rilevazioni pubblicate ieri, infatti, segnalano una evidente flessione di Alfio Marchini e l’occasione viene colta al volo dallo staff di Giorgia Meloni, lesto a lanciare l’appello al voto utile per superare il candidato del Pd Roberto Giachetti e sfidare Virginia Raggi al ballottaggio. Dal canto suo Marchini se la prende con l’attendibilità dei sondaggi. Ma in Forza Italia c’è ora chi si interroga sulla scelta di Berlusconi. Come Daniela Santanché, che scrive una lettera al Cav per chiedergli un ripensamento a favore della Meloni.

Tra i primi a commentare i sondaggi c’è il coordinatore dell’esecutivo nazionale di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli: «A Meloni è attribuita una forbice fra il 20 e il 23%: se davvero Berlusconi vuole un centrodestra unito domani, dimostri oggi di non voler fare un regalo a Renzi mandando al ballottaggio Giachetti e chieda il ritiro di Marchini». Gli fa eco il responsabile enti locali Carlo Fidanza: «Se Forza Italia ha davvero a cuore l’interesse di un centrodestra che non fa sconti alla sinistra, chieda ad Alfio di fare un passo indietro». Persino un deputato di Ncd, Alessandro Pagano, si dice pronto a votare Meloni e lei lo ringrazia per l’endorsement.

Furente, invece, la replica di Marchini: «Da oggi la matematica è un’opinione. I sondaggi, senza dare spiegazioni, scrivono voto di lista complessivo della Meloni all’11%, poi magicamente ce la ritroviamo al 23%. E noi, al contrario, voto di lista al 18,8% e poi arriviamo al- l’11,5%. Non si capisce questi voti di chi sono e dove vanno, siamo veramente al surreale. Spero che finisca presto questo cinema e di parlare finalmente di cose serie».

Di fronte al pressing di Fdi, Forza Italia ribadisce ufficialmente il suo pieno sostegno alla lista Marchini, ma riemergono le contraddizioni interne tra gli azzurri filo-Meloni (a cominciare dagli esponenti del «partito del Nord» come Giovanni Toti) da sempre favorevoli all’alleanza con la Lega, e chi, come Antonio Tajani, Marcello Fiori (big dell’ala romana) e Renato Brunetta, contrari a un centrodestra a trazione leghista e di stampo lepenista, con una Forza italia «imparentata» con la destra più euroscettica.

Daniela Santanché si espone: «Il centrodestra, unito e compatto, può avere la grande occasione di governare Roma. Perché buttare via una vittoria a tavolino?» chiede nella lettera al Cavaliere. Sulla stessa linea ci sarebbero molti azzurri, che non vogliono uscire allo scoperto. Marchiniano convinto è invece Brunetta, che non crede ai sondaggi: «Sono degli imbrogli, basta avere un po’ di pazienza e vedere come andrà a finire. L’unico voto utile è per Marchini, perché è l’unico che può vincere con la Raggi, il resto sono tutte fandonie interessate…». Anche Francesco Storace attacca: «Le balle dei giornali di sinistra danno solo forza al nostro schieramento. Il corpaccione della città, quel generone tante volte narrato in modo sbagliato da chi non ha mai capito nulla di Roma, si manifesterà nelle urne, infliggendo una sorpresa tostissima ai gettonatissimi sondaggisti di questi giorni».

Berlusconi per ora mantiene a consegna del silenzio per non alimentare nuove polemiche e concentrarsi sullo sprint finale della campagna elettorale in tv e in piazza. Domani mattina al Campidoglio dovrebbe presentare, proprio con Marchini, la lista civica dell’imprenditore capitolino.

A guardare con interesse ai movimenti in atto nel centrodestra c’è però anche Roberto Giachetti: con una Giorgia Meloni forte, assai più indigesta di Alfio Marchini per l’elettorato di sinistra, la chiamata alle armi per il deluso popolo del Pd potrebbe avere maggiore efficacia.

Il Tempo