Olimpiadi, il Cio: Roma candidata forte

COLOSSEO

Primo grosso risultato per la coppia Renzi-Malagò dopo il lancio della candidatura di Roma alle Olimpiadi 2024: all’iniziativa è arrivata a tamburo battente la benedizione del presidente del Comitato olimpico internazionale, Thomas Bach. Quella di Roma è «una candidatura molto forte», ha detto il numero uno dello sport mondiale, aggiungendo che «l’Italia è una grande nazione olimpica, con atleti di successo e grandi dirigenti». Bach, nel suo messaggio, ha ricordato che «Roma ha già organizzato Giochi memorabili nel 1960», la città – ha osservato ancora – «ha anche ricchezza di impianti sportivi esistenti, infrastrutture generali e i suoi monumenti storici famosi in tutto il mondo. Tutto questo rappresenta una base solida per organizzare i Giochi in maniera fattibile e sostenibile».
«Parole bellissime, che ci rendono orgogliosi e ci devono dare ancora di più senso di responsabilità»: così il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha espresso la sua soddisfazione per la dichiarazione di Bach, aggiungendo che, con il lancio della candidatura di Roma, «abbiamo dato una bella iniezione di fiducia. Ne avevamo bisogno». Un altro assist all’obiettivo di Roma 2024 è venuto ieri da Raffaele Cantone. Il presidente dell’Anticorruzione replica a quanti hanno avanzato le loro riserve sulla candidatura della Capitale perché teatro di una vasta rete di malaffare: «Un conto – afferma Cantone – è rinunciare a un’occasione perché si pensa di non poter far fronte agli investimenti, un altro perché si teme la corruzione: questo non può essere un alibi per rinunciare».
Anche il sindaco Ignazio Marino sostiene che «i romani e l’Italia si devono fidare perché a Roma è cambiato davvero tutto». Secondo il primo cittadino, «per le Olimpiadi sarà importante avere delle figure che siano veramente in grado di controllare come venga speso ogni singolo euro».
I GURU DELL’ANTIPOLITICA
Alle varie argomentazioni dei rinunciatari a prescindere ha poi replicato, ieri alla Camera, anche Matteo Renzi che, oltre a prendere di mira i «guru dell’antipolitica» e gli «strateghi dell’attualità», ha puntato, in particolare, contro l’avversità della Lega alla candidatura olimpica di Roma. «Ho notato – ha detto il premier – come ci sia stata una reazione davvero sorprendente, profondamente trasversale che mette insieme una parte dell’opposizione e una parte della maggioranza: tutti a dire che è impossibile fare le Olimpiadi in Italia perché c’è chi ruba. Ma se c’è chi ruba lo si manda in galera, magari – ha detto il presidente del Consiglio in trasparente riferimento a recenti vicende del Carroccio – perseguendo i tesorieri, costituendosi parte civile nei processi a loro carico e insistendo per l’idea di un Paese in cui chi fa politica non smercia diamanti». «Il Paese – ha proseguito Renzi – può pure rannicchiarsi, come vorrebbe chi è contrario alle Olimpiadi e ci dice di rinunciare, ma il nostro compito è quello, come diceva Giorgio La Pira, di costruire grandi ponti, tornare a credere che si possano realizzare grandi cose ed essere tifosi dell’Italia. Le Olimpiadi – ha concluso il premier – sono un sogno che deve essere rigoroso, tenace, di alta qualità, ma dire di non farle perché qualcuno non è all’altezza frustra i desideri dei cittadini».
Impermeabile a questi argomenti, la Lega ha continuato nella sua polemica: «Renzi insiste con le Olimpiadi? Lo abbiamo perso, sta su un altro pianeta», ha detto Matteo Salvini, invocando l’intervento di «un medico bravo» per il premier, nella giornata in cui «lo Stato, tradendo le sue promesse, chiede agli alluvionati di pagare le tasse». Anche per il governatore del Veneto, Luca Zaia, la candidatura di Roma «è una vergogna, lanciata per distogliere l’attenzione degli italiani». Di parere opposto, all’interno della Lega, Flavio Tosi che afferma: «Se non si deve fare un grande evento come le Olimpiadi perché c’è la corruzione, allora non bisognava fare né il Mose né l’Expo». E poi, osserva il sindaco di Verona, «Da qui a dieci anni, con la logica dell’Expo, un tale evento può portare in Italia milioni di persone».

Il Messaggero