Ogni scuola avrà il suo preside, stop ai dirigenti-supplenti

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Un concorso nazionale. Per la prima volta. «Perché il ruolo della dirigenza è nazionale». Mille posti da coprire fino al 2020. E finalmente concludere il fenomeno delle scuole in reggenza, con presidi a gestire due, tre o anche quattro istituti spesso sparsi sul territorio e distanti tra loro. Il ministero dell’Istruzione ha preparato e inviato al Consiglio superiore della pubblica istruzione (Cspi) il nuovo regolamento per la selezione dei dirigenti scolastici. Una volta avuto il parere tecnico-scientifico del Cspi, il testo passerà al Consiglio di Stato per poi essere pubblicato in Gazzetta ufficiale.

«Più poteri e responsabilità»
«Con la Buona scuola – ha detto la ministra Stefania Giannini abbiamo assegnato nuovi poteri, ma anche e soprattutto nuove responsabilità ai dirigenti scolastici: perciò serve una selezione che ponga l’accento sulla conoscenza, verificabile con le prove concorsuali, ma anche sulla capacità di gestione e relazione che possiamo incentivare attraverso mesi di corso e tirocinio».

Le prove
Il concorso prevede infatti, dopo una prova preselettiva, una prova scritta ed una orale per accedere al corso di formazione dirigenziale di 4 mesi più un tirocinio di altri 4 mesi. I posti in palio sono circa mille, tanti quanti i posti da preside liberi ad oggi nelle scuole e coperti dai dirigenti «supplenti» appunto. Nel frattempo, per il nuovo anno scolastico verranno assunti 200 presidi scelti dalle graduatorie dell’ultimo concorso del 2011. La prova preselettiva si basa su 50 domande a risposta chiusa. Poi lo scritto per essere ammessi al corso di formazione: 5 domande a risposta aperta, di cui una in lingua (a scelta tra inglese, francese, tedesco, spagnolo). L’orale prevede anche la verifica di conoscenze informatiche e linguistiche del candidato. Il voto massimo: 100 per scritto e orale oltre a 30 punti per i titoli. Si supera la prova con almeno 70 punti.

Corriere della Sera