Obama telefona a Putin «La via diplomatica è nell’interesse della Russia»

U.S. President Barack Obama speaks about the economy in Illinois

Un’ora di colloquio telefonico tra il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e il presidente russo Vladimir Putin si è svolto ieri sulla crisi in Ucraina. Obama ha ribadito che «le azioni di Mosca violano la sovranità dell’Ucraina e la sua integrità territoriale». Risolvere la situazione in modo diplomatico – ha aggiunto il presidente Usa – è nell’interesse della Russia, del popolo ucraino e della comunità internazionale. Nell’ambito della risoluzione della crisi i «governi dell’Ucraina e della Russia dovrebbero avere colloqui diretti, facilitati dalla comunità internazionale» e le forze russe dovrebbero tornare alle loro basi. Obama ha poi assicurato che il Segretario di Stato, John Kerry, continuerà a dialogare con il ministro degli Esteri russo, Lavrov, il governo dell’Ucraina, e di altri partner internazionali, nei prossimi giorni allo scopo di trovare una soluzione diplomatica alla crisi.
REFERENDUM Intanto il referendum che la Crimea vuole fare il 16 marzo per unirsi alla Russia è «illegale». L’Ue, come dice il premier Renzi, al suo esordio in un vertice europeo, «ascolta il grido di dolore» del popolo ucraino. Mosca deve «immediatamente ritirare le sue forze armate» e «cominciare a negoziare» con il governo ucraino, che insiste a considerare illegittimo, «entro pochi giorni». E la trattativa «deve dare risultati in un tempo limitato».
Altrimenti l’Unione europea deciderà sanzioni come «il divieto di viaggio, il congelamento di beni e la cancellazione del vertice Ue-Russia», misure per le quali i tecnici europei vengono messi subito al lavoro per la loro preparazione. In linea con Bruxelles anche Barack Obama: il referendum proposto in Crimea «violerebbe la legge internazionale», dice il presidente Usa, che a sua volta vara nuove sanzioni. «Qualsiasi discussione sul futuro dell’Ucraina – avverte – deve includere il legittimo governo dell’Ucraina».
LE SANZIONI Potrebbero scattare già la settimana prossima, con un nuovo vertice straordinario. Non solo: «Ogni ulteriore passo della Russia per destabilizzare la situazione in Ucraina comporterà conseguenze gravi e di vasta portata» sulle relazioni Ue-Russia «in una vasta gamma di relazioni economiche». Ha il tono dell’ultimatum la dichiarazione di Herman Van Rompuy, dopo un vertice straordinario dei leader che dura quasi sei ore, punteggiato dall’annuncio delle sanzioni Usa. La Ue si prepara a varare con urgenza il pacchetto di aiuti finanziari per l’Ucraina (11 miliardi di euro) e si dice pronta a firmare la parte politica dell’accordo di associazione. Alla prima fase del vertice partecipa anche il premier ad interim Arseni Iatseniuk, che intende firmare l’accordo «al più presto».
COLLOQUI Iatseniuk incontra anche il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen nel quartier generale dell’Alleanza. «L’opzione militare non è sul tavolo», dice. Inoltre chiede a Mosca di intavolare un negoziato, denuncia quanto sia assurdo «che nel ventunesimo secolo si mandino soldati e carri armati» in un paese amico.
LA SVOLTA La linea dell’Ue è molto più dura di quanto ci si attendesse. Berlino e Roma puntavano al dialogo fermo, ma non minaccioso. La linea è cambiata in un incontro a cinque, dei quattro paesi europei del G8 (Germania, Francia, Gran Bretagna e Italia) più la Polonia.