Obama parla alla nazione: “Il terrorismo c’è ma alla fine vinceremo noi”

President Barack Obama pauses as he speaks to reporters about the fiscal cliff in the Brady Press Briefing Room at the White House in Washington, Friday, Dec. 21, 2012. (AP Photo/Charles Dharapak)

“Come Commander in chief, la mia più grande responsabilità è proteggere il popolo americano”, ha detto il presidente Barack Obama nel discorso alla nazione. “La minaccia del terrorismo è reale, ma la sconfiggeremo, il successo non dipenderà dall’abbandonare i nostri valori. Prevarremo se saremo forti e intelligenti”. Obama ha poi aggiunto: “Il Congresso dovrebbe agire per fare in modo che chi è sulla no-fly list non possa acquistare armi”.

Discorso durato tredici minuti – Sono stati tredici minuti in cui il presidente Usa non ha fatto nessun annuncio clamoroso: niente cambi di strategie o di politiche per la lotta al terrorismo. Ma concetti ribaditi e rassicurazioni: “Siamo dalla parte giusta della storia. Ricordiamoci che la libertà è più forte della paura”.

La strage di San Bernardino – Obama inizia l’atteso discorso partendo da San Bernardino. “E’ stato un atto di terrorismo, progettato per uccidere persone innocenti, ma finora non abbiamo prove che i killer siano stati diretti da gruppi terroristici all’estero anche se avevano iniziato un percorso di radicalismo”, dice.

Ennesima richiesta sulla vendita delle armi – Quindi chiede, per l’ennesima volta, un intervento del Congresso sulle armi da fuoco: “Bisogna rendere più difficile per la gente comprare fucili d’assalto come quelle usate nell’attacco a San Bernardino”, a partire dall’approvazione di una legge “che impedisca a chi si trova già sulla lista nera di quanti non possono salire un aereo – perché considerati pericolosi – di comprare armi”. Obama spinge anche per le restrizioni al “K-1 non immigrant visa program”, il visto concesso a coniugi o fidanzati (come quello ottenuto dalla killer del commando di San Bernardino), “in modo che si possano fare più controlli e accertare che chi viene in America non sia stato nelle zone di guerra”.

Uso della forza contro il terrorismo – Obama ha chiesto anche al Congresso di autorizzare l’uso continuato della forza militare contro i terroristi “anche se – precisa – non saremo trascinati in una guerra lunga e costosa. Questo è quello che vuole l’Isis”, ribadendo ancora una volta che non invierà truppe di terra in Siria e in Iraq. “La strategia di adesso – raid aerei, forze speciali e collaborazione con le truppe locali che lottano per riprendersi il controllo del Paese – è così che raggiungeremo una vittoria più sostenibile”.

Distruggere l’Isis anche con la Russia – “Con la leadership americana, la comunità internazionale ha iniziato a stabilire un processo – e una tempistica – per perseguire il cessate il fuoco e una soluzione politica alla guerra siriana”. Lo ha detto il presidente Barack Obama nel suo discorso alla nazione. “In questo modo – ha spiegato – si consentirà al popolo siriano e a ogni Paese, compresi gli alleati, ma anche alla Russia, di concentrarsi sull’obiettivo comune di distruggere Isis, un gruppo che ci minaccia tutti”.

Isis diffonde il culto della morte – Nel denunciare lo Stato islamico “come il culto della morte”, Obama ribadisce che “l’Isis non parla per l’Islam. Sono solo dei criminali e degli assassini e rappresentano una parte piccolissima dei musulmani”, sottolineando come bisogna impedire a tutti i costi che questa lotta sia definita come una guerra tra l’America e l’Islam. Il presidente ha quindi sottolineato la necessità di respingere le proposte di chi vorrebbe che i musulmani americani fossero trattati diversamente o di chi vorrebbe i test religiosi per le persone che vengono accolte in Usa. E ancora: “Noi crediamo nella dignità umana. Non importa chi sei, da dove vieni, come appari o quale religione pratichi. Tutti sono uguali davanti agli occhi di Dio e davanti agli occhi della legge”. Poi ha concluso: “Siamo dalla parte giusta della storia. E dobbiamo ricordare che la libertà è più forte della paura”.

La gaffe sul visto – Piccola svista per Barack Obama durante il discorso. Nell’annunciare di aver chiesto al dipartimento per la Sicurezza nazionale di rivedere uno dei programmi per il visto, il presidente Usa lo ha definito “Waiver Visa program”, il programma di esenzione dal visto. In realtà, Obama stava parlando del “K-1 non-immigrant Visa program”, il programma che consente di entrare negli Usa da coniuge o fidanzato e usato da Tashfeen Malik, la killer del commando di San Bernardino. Nella trascrizione del discorso di Obama, la Casa Bianca ha poi corretto l’errore.

TGCOM