Obama: la libertà in Europa non è scontata

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BRUXELLES Sulla crisi dell’Ucraina il G7 «deve parlare con una sola voce». Barack Obama arriva a Bruxelles per il primo G7 in terra belga invitando all’unità ma anche avvertendo che la libertà in Europa «non è scontata». E’ il primo G7 dopo sedici anni, senza la Russia di Vladimir Putin. Il primo dopo le elezioni in Ucraina vinte da Petro Poroshenko, il re del cioccolato di Kiev anche lui a Bruxelles – nota città del cioccolato – e pronto a trasferirsi, dopo il G7, in Normandia per ricordare il settantesimo anniversario dello sbarco delle truppe Usa che fu decisivo per la sconfitta del nazismo e occasione che si annuncia importante anche per le sorti dell’Ucraina. 

IL FACCIA A FACCIA
Alla due giorni belga partecipano i capi di Stato e di governo dei sette paesi più industrializzati: Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Germania, Canada, Giappone e Italia.E’ la prima volta per Matteo Renzi che arriva in tempo per la cena e per un faccia a faccia con il premier giapponese, Shinzo Abe. Non c’è Vladimir Putin che gli altri Sette hanno messo in “punizione” dopo il colpo di mano russo in Crimea. Eppure il convitato di pietra del G7 versione “guerra fredda”, è proprio l’attuale zar russo che il giorno dopo Obama e Hollande ritroveranno in Normandia.
«Spero non sia una tappa della Guerra fredda», fa sapere Putin ai Sette che a cena discutono della stabilizzazione dell’Ucraina e dei tempi «molto stretti» per arrivare a completare il processo di adesione di Kiev all’Unione Europea anche per la parte commerciale. Proprio su questo punto saltò il governo di Janukovich ed è esplosa la crisi, e proprio da qui il G7 intende ripartire preparando per la fine del mese la firma di adesione non solo dell’Ucraina, ma anche della Georgia e della Moldavia.

IL DOCUMENTO
Nel documento discusso ieri a cena, e con il quale dovrebbe concludersi il summit di oggi, si legge che il G7 preme sulla Russia per accelerare il ritiro delle truppe dai confini dell’Ucraina e affinchè utilizzi la sua influenza per fermare i separatisti. Nel testo si chiede a Mosca anche di ingaggiare «un dialogo franco e aperto con l’Ucraina per trovare una soluzione politica alla crisi».Il G7 sembra voler coglier al volo l’ammorbidimento russo. Prima della elezione di Poroshenko Putin si è detto pronto ad accogliere il risultato e di recente ha ordinato il ritiro di parte delle truppe russe dal confine orientale dell’Ucraina.

L’ENERGIA
Nella due giorni, iniziata ieri sera con la cena a Justus Lipisus, non si parla però solo di Ucraina. In agenda c’è soprattutto il problema energetico di cui parlerà Matteo Renzi oggi, ma anche di commercio con il trattato Usa-Ue, di lotta all’evasione e di paradisi fiscali. Temi importanti che dovranno poi essere riportati nella sede più ampia che è il G20 perchè senza i paesi del Bric e la stessa Russia, non si fa molta strada.
Il tema dell’energia è politicamente fondamentale per i rapporti con la Russia e Bruxelles incita alla diversificazione delle fonti ma il processo non è facile e i colossali investimenti colossali richiedono anni di lavoro e tecnologie, a cominciare da quella per l’estrazione dello shale gas, che gli americani hanno promesso di condividere con l’Europa a patto che resistano sulle sanzioni a Mosca che ieri la cancelliera Merkel ha minacciato di inasprire se Putin non innescherà la marcia indietro. Durante la cena Renzi nel suo intervento ha parlato della Libia, definendo la situazione «critica ma non irreversibile» e lodando il lavoro di supporto compiuto dall’Onu e dall’Unsmil.

IL MESSAGGERO