Nozze gay, a gennaio legge in Senato

Senato

Il governo aprirà a partire da gennaio «la stagione dei diritti civili». Al centro, vero punto nevralgico, è la legge che introdurrà anche in Italia il matrimonio tra omosessuali ma che non riguarderà le coppie etero. Ospite a Canale 5 della trasmissione di Barbara D’Urso, Matteo Renzi ha confermato ieri l’orientamento del governo: arrivare a un punto di mediazione per aggirare veti «in alcuni casi ideologici» in altri «legati alla paura».
Il tema è notoriamente scivoloso. E il rito celebrato ieri l’altro in Campidoglio dal sindaco Marino che ha unito civilmente 16 coppie gay, già convolate a nozze all’estero, ha smosso le acque e imposto una ulteriore accelerazione. «A noi servono regole serie – ha spiegato il capo del governo – c’è chi vorrebbe l’equiparazione pura con il matrimonio, altri che dicono invece “non toccate niente” arrivando all’aberrazione che uno non possa andare a trovare il proprio compagno in ospedale».
La scelta del modello in vigore in Germania dal 2001 – l’Engetragene Lebensemeinschaff – e dunque escludere le unioni civili alle coppie di fatto etero rischia però di spaccare il pd. E non è la strada indicata dal ddl che approderà in commissione Giustizia in Senato il prossimo 28 ottobre (relatrice Monica Cirinnà, pd) .
«I matrimoni gay e le unioni civili per gli eterosessuali sono problemi distinti. Vanno fatte tutt’e due le cose ma l’una non deve condizionare l’altra», chiarisce Oscar Scalfarotto, sottosegretario alle Riforme. Principale preoccupazione è tenere separati i percorsi per non compromettere tutto. Il diritti del matrimonio classico verrebbero così estesi solo agli omosessuali colmando il vuoto legislativo esistente.
LO SCONTRO
Sulla questione è intervenuta già due volte la Corte costituzionale sollecitando il Parlamento. «Sono pronto a intervenire sul codice civile per una maggiore tutela patrimoniale delle coppie gay ma il matrimonio per noi non si tocca, per noi è quello contratto da un uomo e da una donna», ha detto al Messaggero il ministro dell’Interno Angelino Alfano. Al di fuori di questo perimetro sarà scontro. Scontro che in realtà è già cominciato con l’annullamento delle trascrizioni registrate in Campidoglio dal sindaco Marino. Il Nuovo Centrodestra ha intanto depositato al Senato due proposte di legge. La prima firmata dal capogruppo Sacconi, la seconda da Giovanardi. Entrambe escludono adozioni, matrimonio e, pensioni di reversibilità. In materia di unioni civili gay sono note le recenti aperture di Berlusconi e della sua compagna Francesca Pascale. Mara Carfagna, portavoce di Forza Italia fa sapere di non stare «nè con Alfano né con Marino». Quello che serve, sostiene è «lavorare sodo ad una buona legge».
Una «buona legge» è quella che ritiene di aver presentato la senatrice del Pd Monica Cirinnà. Il testo base del suo ddl verrà messo in votazione in commissione Giustizia a Palazzo Madama. «I sindaci – è la sua premessa – hanno fatto benissimo ad andare avanti con la registrazioni delle nozze gay, in questo modo hanno segnato l’urgenza di dare diritti a persone dello stesso sesso. La risposta a questa urgenza c’è – conclude la Cirinnà – il governo avrà tempo e modo di migliorare e integrare il mio lavoro. Pensando però anche ai diritti delle coppie etero che convivono».

Il Messaggero