Notte di missili su Gaza Razzo da Libano colpisce Israele

GAZA

I raid aerei israeliani hanno fatto almeno 6 morti la notte scorsa nella Striscia di Gaza. Uno di questi era Anas Abu al-Kassun, miliziano della Jihad islamica, ucciso a Tel el-Hawa, quartiere di Gaza. Gli altri cinque, tra i quali una donna, si trovavano in un’abitazione a Rafah quando sono stati centrati dal fuoco israeliano. Almeno 15 persone sono rimaste feriti. In tutto sono 95 i morti nella Striscia da quando martedi’ scorso e’ cominciata l’offensiva militare dello Stato ebraico. Dal campo palestinese, invece, sono arrivati mentre 118 sono stati intercettati dal sistema Iron Dome.
Finora non sono state contate vittime tra gli israeliani. L’esercito di Tel Aviv ha fatto sapere che un proiettile sparato dal Libano ha colpito Israele. “E’ caduto in un’area aperta vicino a Kfar Yuval tra le citta’ di Metula e Kiryat Shmona”, ha affermato un portavoce militare senza specificare se sia si trattato di una munizione d mortaio o di un razzo. Ieri il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, aprendo una riunione d’emergenza del Consiglio di sicurezza, ha lanciato un appello per una tregua tra israeliani e palestinesi, sottolineando che “una volta ancora, i civili palestinesi sono stretti tra l’irresponsabilita’ di Hamas e la risposta dura di Israele”. Ban ha condannato il lancio di razzi da parte di Hamas e la Jihad Islamica contro Israele, definendo al contempo “intollerabile” “l’uso eccessivo della forza” che “mette in pericolo le vite dei civili”. “La preoccupazione primaria” e’ la sicurezza e il benessere dei civili, ha ricordato il segretario generale. Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, pero’, ha fatto sapere pero’ che un cessate il fuoco “non e’ in agenda” e il suo ministro della Difesa, Moshe Yaalon, ha avvertito che i raid proseguiranno: “Continueremo ad attaccare Hamas e le altre organizzazioni terroristiche sistematicamente e finche’ ne varra’ la pena. Non tollereremo alcun altro razzo contro le nostre comunita’ e i nostri cittadini Barack Obama ha rotto il suo silenzio e ha telefonato a Benjamin Netanyahu. Il presidente americano, si e’ detto, “preoccupato del rischio di un’ulteriore escalation”, ed ha ribadito al premier il sostegno Usa all’alleato israeliano ed il suo “diritto di difendersi” dal “continuo lancio di razzi ad opera di Hamas ed altre organizzazioni terroristiche”. Obama, si legge in una comunicato della Casa Bianca, ha ribadito che “gli usa sono pronti a facilitare la cessazione delle ostilita’, inclusa (l’opzione) di ritornare all’accordo di cessate il fuoco (raggiunto nel) novembre del 2012”, data dell’ultimo intervento militare israeliano contro Hamas.

AGI