Notte da Champions

PIOLI_2015

Calcoli, illazioni, sensazioni, mettiamoci tutto quello che si vuole, ma è la classifica a parlare. Scontro da vertice, va considerata la sfida di Torino tra Juventus e Lazio, prima e seconda in graduatoria. Lo scudetto, indiscutibilmente, è vicino alle grinfie assatanate della capolista, dodici punti di vantaggio sono un abisso, lo suggerisce anche la storia dei campionati recenti, ma anche di quelli lontani nel tempo.

La sola incognita è la dimensione della prima inseguitrice. Vorrà dire qualcosa quando si arriva alla volata finale della stagione con nove vittorie a seguire, compresa la razzia in Coppa Italia. Quest’ultima a spese di un Napoli che ha raso al suolo lo stadio della Volkswagen, umiliata la squadra tedesca che aveva mortificato i padroni del Bayern. Quella vittoria laziale era stata forse sottovalutata, al punto di aprire una crisi per Rafa Benitez, che molti vogliono ancora in partenza nonostante il felice cammino in Europa.

Allegri presenta dunque la sfida come un obbligo, da parte della Juventus, di tenere a distanza i più immediati inseguitori. Tre giorni di riposo non sono il massimo dopo il dispendio di energie, forse più mentali che fisiche, richiesto del confronto di Champions contro il Monaco specialista delle trasferte ma Pirlo sarà sicuramente in progresso dopo avere giocato un’ora dignitosa martedì. Dei pezzi da novanta mancherà dunque soltanto Pogba, lungodegente. Ma il centrocampo resta più che affidabile, una volta che l’allarme giunto dal ritiro azzurro per Marchisio si è rivelato un flop clamoroso. Oltre a tutto, contro la Lazio si aspetta un Tevez ben diverso dalla pallida copia vista di fronte ai monegaschi.

Alla vigilia, professione di modestia, oltre che di realismo, da parte di Stefano Pioli, fedele al suo copione di tecnico con i piedi ben saldi in terra, anche quando la ruota gira a pieno regime nel senso voluto. Per cui non si parli di scudetto, a Torino la Lazio gioca soprattutto, lascia intuire il boss in panchina, per mantenere e magari consolidare quel secondo posto che varrebbe Champions diretta e soprattutto predominio messo in salvo dalla rincorsa della Roma. Qualche dubbio di formazione, legato all’atteggiamento che i laziali vorranno adottare, anche nel ricordo della gara di andata che la Juve aveva dominato. Dunque potrebbe restare fuori uno tra Candreva e Mauri, quest’ultimo più duttile e utilizzabile anche in fase di copertura, magari a isterilire la regia di Pirlo. Ma alla fine Pioli potrebbe provarci, tutti i migliori in campo, questa è la serata del nulla da perdere, sull’onda della fenomenale cavalcata che ha portato la Lazio in una posizione di prestigio, ampiamente guadagnata.

Alla vigilia, in campo nel tardo pomeriggio anche la Sampdoria, in piena corsa per l’Europa, pronostico obbligato nei confronti del Cesena, in posizione ormai disperata. Nel palinsesto domenicale, spicca naturalmente il tentativo di controsorpasso da parte della Roma. Ma si giocherà in uno stadio diviso tra tifosi autentici, che dovrebbero essere in maggioranza, contro i buffoni emarginati da James Pallotta. Ma al di là delle difficoltà ambientali, il problema sarà quello di scavalcare l’autobus che Edy Reja piazzerà a ridosso dell’area atalantina, così accentuando le difficoltà che puntualmente i giallorossi incontrano davanti alle difese molto chiuse. E purtroppo Garcia deve mettere in campo una formazione piena di cerotti, tra infortuni e squalifiche. Tutte da verificare le novità di formazione, Totti in forse, giovani in campo per necessità.

Nella giornata, citazione d’obbligo per il derby milanese, ormai finito in una dimensione avvilente, almeno in rapporto a un passato di glorie. Spera, Zeman, in un appagamento del Napoli per giocarsi le ultime speranze di salvezza per un Cagliari che annaspa sul fondo della classifica, sotto soltanto il Parma già sepolto.

IL TEMPO