«Non ci sono 17 punti di differenza tra noi e loro: che orgoglio»

212796 presentazione del calendario di calcio serie A 2011/2012

Quanta euforia! Giustificata, certo, perché quella del Napoli non è stata una vittoria qualunque. E’ stata la vittoria! Perché di fronte c’era l’antagonista di sempre, quella Juve che tanto simpatica non è da queste parti. Tre punti che non cambiano nulla per quanto riguarda le ambizioni del club: hanno avuto soltanto il potere di infiammare un’intera città ed hanno stimolato le dichiarazioni nel dopo partita di Aurelio De Laurentiis che, come il suo allenatore alla vigilia, ha commentato la vittoria parlando nuovamente di bilanci e fatturazioni. «Non ci sono diciassette punti di differenza tra il Napoli e la Juventus. Così si gioca! Datemi 150 milioni di euro di fatturato in più a stagione e vinco lo scudetto per dieci anni di fila», ha detto il presidente del Napoli riprendendo la polemica aperta da Rafa Benitez sabato pomeriggio. Cifre, tanti numeri e un simpatico siparietto ai microfoni di Sky. «Sono qui, perché volevo consolare Ilaria D’Amico ma purtroppo non è in trasmissione. Peccato», ha rivelato De Laurentiis con un twitter (il patron degli azzurri potrebbe aver fatto riferimento al presunto flirt tra la conduttrice e Gigi Buffon, ndr ).

Che sfizio Lo sfizio di batterla questa Juve. D’altra parte cos’altro avrebbe potuto far gioire il San Paolo se non una vittoria contro la capolista? L’attesa è stata premiata, il Napoli ha schiantato l’avversario, riducendolo in un inerme comprimario in questa sfida che ha scatenato l’entusiasmo della gente. Un gol per tempo e la notte di Napoli s’è impreziosita come non mai. José Callejon non ha avuto alcun timore dei muscoli di Asamoah, lo ha contrastato senza alcuna esitazione e ha spinto il pallone alle spalle di Gigi Buffon. Il boato di Fuorigrotta ha coinvolto un intero quartiere, mentre il giovane attaccante è filato via verso un angolo della curva, per urlare al mondo intero la sua gioia. E’ il 17esimo gol dello spagnolo in questa stagione, un record per lui: il massimo di reti in carriera l’aveva raggiunto con l’Espanyol, 10, ma in tre stagioni.

Spinta La rete e non solo. E’ stato devastante, Callejon, sulla fascia destra. Asamoah ci ha provato a contenerlo, ma l’ex madrilista l’ha sopraffatto, superandolo in velocità ad ogni accelerazione. E’ sugli esterni che il Napoli s’è costruito il successo. Non è un caso che a chiudere la partita sia stato Mertens, appena subentrato a Hamsik, altro giocatore di fascia, che Rafa Benitez ha recuperato all’ultimo momento dopo l’infortunio alla caviglia subito contro la Fiorentina.

Trazione anteriore Le motivazioni contano, eccome. Non aveva convinto, il Napoli, nelle ultime settimane. Ma la metamorfosi di ieri sera ha una sola ragione: l’avversario. Di Juve s’è parlato per un’intera stagione, da queste parti. E si continuerà a discutere di questa vittoria almeno fino all’inizio del prossimo campionato. Purtroppo per il Napoli, non è sulla Juve che deve fare la sua corsa: c’è una Roma che non conosce soste e per il secondo posto le probabilità diminuiscono sempre di più col passare delle domeniche.

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