Nomine Rai: verso Colucci al Tg2, Luca Mazzà al posto di Berlinguer al Tg3

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Manca poco al varo del pacchetto di nomine per le testate giornalistiche della Rai: giovedì mattina un consiglio di amministrazione si riunirà per questo. Uno slittamento, rispetto al Cda dedicato al piano editoriale per l’informazione al voto domani, dovuto alla volontà di confrontarsi prima con la Vigilanza Rai sui contenuti del piano Verdelli e, grazie al quale, i curricula dei direttori proposti dal Dg al consiglio potranno essere presentati domani mattina invece che oggi. Al momento, infatti, a quanto apprende l’Adnkronos, nessun consigliere li ha ricevuti, anche se sono in corso colloqui con i vertici.

Entrando poi nel merito dei nomi sembra che Ida Colucci per la direzione del Tg2 riscuota un consenso abbastanza unanime. Mentre, a quanto apprende l’Adnkronos, Marcello Masi, che lascerebbe il timone del Tg2, andrebbe a fare il vice di Carlo Verdelli, attuale direttore dell’offerta informativa Rai. Quanto al Tg3 esce di scena Bianca Berlinguer, che dovrebbe ricevere un incarico di prestigio (si parla di una conduzione), ed entrerebbe Luca Mazzà. Sul resto c’è più incertezza.

Ogni novità, in ogni caso, è stata studiata, fanno notare nello staff dei vertici, per consentire alla Rai di cambiare il proprio assetto informativo e recuperare 10 anni di ritardo passando finalmente dal Broadcasting (trasmissione di contenuti) alla Media Company, ove viaggiano insieme ideazione, produzione e distribuzione dei contenuti su un sistema articolato di piattaforme. Questa è la sfida che si pone il nuovo piano editoriale di Verdelli che lavora da mesi con questo obiettivo: una reale modernizzazione e una nuova offerta digitale che permetta a Rai di essere competitiva nell’ambito dell’offerta informativa nazionale. E questo, il fatto sembra essere più che certo, senza prevedere tagli.

D’altronde il 24 febbraio davanti alla Vigilanza Rai Verdelli aveva spiegato che il cambio di passo necessario era piuttosto forte. “Si tratta di trasportare un complesso intreccio di giornali, radiogiornali, informazione digitale, al di là del ‘900 e portarlo nell’attualità”, aveva spiegato ai parlamentari. In quell’audizione il direttore dell’offerta informativa Rai aveva anche detto: “Se voglio fare un’informazione h24 per tutti i device, gli screen possibili, televisivi, smartphone, computer, mi serve un’organizzazione del lavoro che risponda al bisogno che sto cercando di esprimere editorialmente”. Ed è anche su questo aspetto specifico che c’è molta attesa sul piano editoriale per il servizio informativo.

Così come in molti si chiedono come il piano di Verdelli risponda a un altro tema sollevato quel giorno: “Se qualcuno di voi è stato mai a Saxa Rubra – ha osservato, condividendo le sue valutazioni con i commissari della Vigilanza cinque mesi fa – capisce immediatamente che l’architettura, non tanto quella esterna, bella o brutta che sia, ma quella interna appartiene a un modo di fare informazione che andava bene nel Novecento. Sono stanzette. Non può starci un giornale, giornalisti, operatori, programmisti, che devono produrre cose che vanno in parte su un giornale, in parte sulla rete, in parte sugli smartphone. Non si lavora in stanze chiuse. Il mondo si spalanca, le cose succedono, esistono le grandi notizie, le cosiddette breaking news, che cambiano il corso dell’informazione”. Ora non resta che aspettare domani e attendere che la Rai racconti la nuova strada che intende intraprendere.

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