Nobel: esperto, fisico italiano dietro scoperta massa neutrini

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“Il lavoro dei nuovi Nobel per la Fisica poggia le basi su una una teoria ideata dal fisico italiano Bruno Pontecorvo, pioniere della scoperta dell’oscillazione dei neutrini”. Lo ha detto all’AGI Massimo Della Valle, direttore dell’Osservatorio Astronomico di Capodimonte-Inaf di Napoli.
“Nel 1957 Pontecorvo teorizzo’ l’oscillazione del neutrino, un fenomeno secondo il quale – ha spiegato Della Valle – un neutrino puo’ cambiare identita’ durante la sua propagazione.
Puo’ cioe’ essere elettrone, muone o tauone. Questa teoria nacque per spiegare la discrepanza tra il numero di neutrini elettronici predetto dai modelli teorici all’interno del Sole e quelli che arrivano sulla Terra: in vari esperimenti il numero di neutrini elettronici osservato sulla Terra era di circa il 70 per cento inferiore”. Questo rappresento’ un rebus per molto tempo. “Fino a quando Kajita e McDonald hanno confermato la teoria di Pontecorvo sull’oscillazione dei neutrini – ha detto lo scienziato italiano – spiegando il deficit di neutrini elettronici arrivati sulla Terra con un cambio di identita’ da parte di queste particelle”. Non solo. “I due Nobel hanno anche aggiunto un ulteriore un tassello importante: se i neutrini oscillano allora hanno una massa che si e’ rivelata estremamente piccola, ha spiegato Della Valle. “Le implicazioni delle loro scoperte – ha continuato – vanno ben oltre alla conferma che il Modello Standard andasse modificato, aggiungendo il fenomeno delle oscillazione di neutrino.
Dimostrando che il neutrino ha una massa minuscola, Kajita e McDonald hanno escluso che i neutrini potessero spiegare l’esistenza della materia oscura che costituisce per l’80 per cento il nostro Universo”.

AGI