Nibali adesso punta a vincere l’oro olimpico a Rio

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Quelle 48 ore che hanno capovolto il Giro d’Italia. Da Risoul a Sant’Anna di Vinadio la corsa ha regalato un finale inatteso, quelli che tutti gli italiani sognavano. Con la seconda maglia rosa Vincenzo Nibali, ha raggiunto Balmamion, Basso, Contador e Simoni. Insieme a Coppi, Merckx, Gimondi, Contador, Hinault è riuscito a vincere tutti i 3 grandi giri a tappe, meritandosi un posto nella nobiltà del ciclismo. Dal mare della Sicilia, ai trionfi sulle alte vette alpine, l’amore per la bicicletta e per le salite più dure e lunghe dove il suo fisico si esalta e riesce a rendere al massimo. Il messinese, per fare il corridore professionista, è emigrato in Toscana dove l’hanno adottato e amato. Per celebrare il trionfo sono arrivati a Torino i genitori, la moglie Rachele e la figlioletta Emma. Un quadretto di famiglia, con il campione sorridente e felice, dopo aver festeggiato con i compagni di squadra, soprattutto con l’amico Scarponi. La mamma Giovanna rivela di aver sempre creduto nelle possibilità del figlio. «Quando si arrabbia diventa ancora più forte, perciò non avevo mai perso la speranza che potesse compiere il miracolo di conquistare il secondo Giro».
LA PICCOLA EMMA
Sul podio il campione prende in braccio la piccola Emma, alla quale regala il pelouche simbolo del Giro. Quindi, commosso, ascolta e canta l’inno di Mameli insieme a migliaia di tifosi presenti in Piazza. Al suo fianco i grandi sconfitti: il colombiano Chaves e lo spagnolo Valverde che, a 36 anni, ha corso il suo primo Giro. Manca l’olandese Kruijswijk, finito ai piedi del podio, grande protagonista prima e dopo la terribile caduta lungo la discesa dell’Agnello. Nibali, lo scorso anno, dopo una stagione complicata, regalò uno squillo al Tour, dove finì quarto, prima di vincere alla grande il Lombardia. Adesso cerca l’oro olimpico di Rio, il secondo obiettivo stagionale, in funzione del quale parteciperà anche al Tour de France. Vincenzoha buone possibilità di coronorare il sogno a 5 cerchi in quanto, tra i grandissimi del pedale, è quello che riesce a conquistare anche le corse più importanti di un giorno.
TUTTI UNITI
Il successo al Giro ha unito tutti, anche quelli più scettici sulle qualità del campione italiano, che potrebbe lasciare l’Astana a fine anno per accasarsi con una formazione che sta nascendo in Barhein. Nibali posa per le foto di rito, con eleganza e compiacimento. Nei suoi occhi c’è un lampo di orgoglio nel vedere migliaia di persone che lo applaudono e lo acclamano. «Questa maglia rosa è della squadra e di tutta questa gente che è venuta ad applaudirmi. Loro mi hanno dato la forza per non cedere nei momenti di difficoltà, che ho incontrato durante il Giro d’Italia, come quello passato la notte prima della cronoscalata con la dissenteria. Stento ancora a credere di aver compiuto questa impresa, la gioia è immensa. Le pressioni sono state tante e forti, perché dovevo vincere per forza questo Giro. Però, siccome sono umano, anche io posso incontrare delle giornate negative. L’importante è reagire, ripartire e trovare la forza per il riscatto. Il Giro d’Italia, sotto questi aspetti, mi ha fornito risposte belle».

Il Messaggero