Nella Striscia invasa strage di palestinesi Uccisi anche 13 soldati israeliani

gaza war bomb

Gaza, l’inferno. Perdite altissime tra i soldati israeliani che si sono infilati nella trappola mortale preannunciata da Hamas, un centinaio di morti tra militanti islamici ma soprattutto civili, donne e bambini palestinesi che si erano rifiutati di scappare dalle loro case di fronte all’avanzata dell’esercito. Un «massacro» dice il presidente palestinese. Un «crimine di guerra» accusa la Lega araba mentre tivù e social network in tutto il mondo diffondono immagini raccapriccianti dopo una notte di intensi bombardamenti e combattimenti a Sajaya nel nord-est di Gaza. «È una maledetta operazione di precisione, è una maledetta operazione di precisione», ha commentato in tono duro, sarcastico il segretario di Stato americano parlando al telefono con un suo assistente. Aspettava l’inizio di un’intervista con Fox e non sapeva che i microfoni erano accesi. Poi, diplomaticamente, ha spiegato ciò che suonava come una palese critica della portata dell’invasione israeliana. «Ho reagito, ovviamente, nel modo in cui tutti fanno al riguardo di piccoli bambini e civili» ma «sosteniamo il diritto di Israele di difendersi dai razzi». In serata poi è stato Obama a mettersi di nuovo in contatto con Netanyahu al quale ha detto che gli Usa stanno cercando «un immediato cessate il fuoco» basato sull’accordo che pose fine alle ostilità nel novembre 2012.
I corpi di una quarantina di donne e bambini sono stati raccolti nelle strade e nei caseggiati di Sajaya. Le prime case del quartiere periferico di Gaza distano appena 2 km dal confine israeliano e sabato pomeriggio i suoi abitanti erano stati invitati ad andarsene in vista dell’assalto che sarebbe cominciato al tramonto.
LE PERDITE MILITARI

Le autorità di Tel Aviv, che hanno annunciato le perdite militari molte ore dopo, si sono limitate a spiegare che i morti (18 in due giorni) e oltre 50 feriti (alcuni gravi) si sono avuti in combattimenti in varie località. Israele accusa Hamas di servirsi della popolazione civile come scudo e Netanyahu, nell’annunciare che le operazioni continueranno, si è rivolto ai palestinesi. L’essenza del suo discorso: «Quando l’esercito vi dice di scappare, fatelo perché Hamas vi vuole morti. Noi, invece, vogliamo proteggervi». Decine di migliaia di abitanti dei sobborghi orientali di Gaza sono fuggite verso il centro della città. Oltre ottantamila sfollati riempiono le strutture dell’Unrwa (l’agenzia Onu per i profughi). Chi non vi ha trovato posto è accampato nei giardini e sui marciapiedi di Gaza City. 
Nel tredicesimo giorno dell’offensiva, l’ala militare di Hamas ha dimostrato di poter infliggere perdite pesanti alle forze israeliane e ieri sera ha anche annunciato di aver catturato un soldato israeliano. Alcuni fanti della brigata Golani sono stati uccisi o feriti quando un blindato è stato centrato da missili anti-tank. Con il calare della notte a Sajaya (dopo una breve tregua nel pomeriggio per consentire di soccorrere i feriti e togliere i corpi dalle strade) sono ripresi i combattimenti e i bombardamenti. Sono oltre 450 le vittime palestinesi dall’inizio del conflitto e i feriti superano i tremila. 

Il Messaggero