NEL DUBBIO SEMPRE A FAVORE DELLA JUVE?

JUVENTUS

Nessuno mette in discussione il primato e la supremazia di questa Juventus sul campionato italiano 2013/14 e malgrado tutto voci maligne parlano di vantaggio immeritato o spropositato in base ai meriti sul campo. Eppure…
Eppure si evidenziano solo gli episodi che favoriscono i bianconeri per giustificare la frase “nel dubbio si fischia sempre a favore della Juventus”. Non è giusto, non è la verità, ma soprattutto si pecca di superficialità. Perché? Perché quando una squadra è forte, lo è anche malgrado le sviste degli arbitri. E questo dimostra la compagine torinese: lo sfavore viene annullato e purtroppo non incide sul totale dei punti in classifica ed i detrattori hanno gioco facile per criticare e parlare di eterna “sudditanza psicologica”, evitando così di dover evidenziare e studiare i limiti della propria squadra o delle dirette concorrenti.

Detto così sembra tutto aleatorio, scritto tanto per scrivere, ma ci sono davvero degli episodi in cui nel dubbio (alle volte davvero poco dubbi) l’arbitro non si inchina davanti al più forte. Basta citare alcuni fatti controversi accaduti nelle ultime 3 gare della Juventus.

Contro il Parma si dà risalto al rigore non concesso ai gialloblu all’89’ per il fallo di Bonucci su Parolo, ma nello stesso momento, ad un metro, Schelotto atterra in scivolata un difensore della Juve impedendogli di andare a chiudere sul parmense. Non solo: qualche minuto prima, una punizione di Tevez viene respinta da un gomito troppo largo di un giocatore avversario che dovrebbe essere sanzionato con un rigore, ma nel dubbio…
A Catania, la Juventus deve aspettare il 59’ per segnare, ma già al 2’ Vidal porta in vantaggio i suoi, però l’arbitro annulla per un fallo di Bonucci, quando invece all’inizio era lui quello tenuto per la maglia. E che dire di Bergessio? Al 67’ è stato giustamente espulso, ma i suoi gomiti volavano già da prima (all’8’, solo giallo, ed al 27’).
Ma a Genova? Ad Osvaldo vengono annullati due gol per fuorigioco, uno esistente (al 21’), ma l’altro no (41’). Mentre nel secondo tempo, due casi simili vengono giudicati diversamente dall’arbitro “pro-Juve”: il fallo di mano in area di Antonelli al 69’ non è da sanzionare, mentre quello di Vidal al 71’ sì. I bianconeri rischiano di perdere una partita a causa di sviste, ma a dispetto di quelli che danno per scontato rigore=gol, Buffon para il penalty di Calaiò ed all’89’ Pirlo con una magia su punizione annulla i torti subiti dalla sua squadra.

E questi sarebbero gli arbitraggi che nel dubbio proteggono ed avvantaggiano sempre la Juve? Per giunta in confronti contro le cosiddette “provinciali”, quelle sempre vessate dai potenti?
Ma questi sono solo gli ultimissimi casi. Nel girone d’andata meritano attenzione altre due gare consecutive, ma contro avversarie di altro rango.

Durante Juventus-Milan (3-2), sull’1-1, al 49’, su calcio d’angolo per i bianconeri, Mexes strattona Chiellini (rigore non fischiato) e poi lo colpisce con un pugno (non espulso). Certo, il francese si farà espellere lo stesso al 74’, ma in quel momento Buffon & co. già conducevano 2-1 la partita.
8° turno. La Juve si reca a Firenze (2-4): al 15’, ancora sullo 0-0, Aquilani prima interviene da dietro “a forbice” su Bonucci (solo giallo) e poco dopo entra in ritardo su Pirlo (nessuna sanzione… e sarebbe stato il secondo giallo); nella ripresa, sul 2-0 per la Juve e prima che cominci la rimonta viola, al 57’ Savic interviene alto con piede “a martello” su Pogba (solo giallo). Chissà se in 10, se non in 9, la Fiorentina avrebbe recuperato e vinto in quel modo epico quella gara.

E già, addirittura in un ruolino di marcia come quello bianconero, che conta 26 vittorie, 3 pareggi ed 1 sola sconfitta, potrebbero mancare dei punti in classifica per “colpa” degli arbitri. Allora di cosa si lamentano i detrattori della Juventus? O è solo uno sport parallelo al calcio quello di criticare le (ex) giacchette nere e di immaginarle sempre riguardevoli verso la Vecchia Signora?

La Roma è un’ottima e degna rivale, ma sarebbe ingiusto non concludere con un episodio li riguarda proprio in uno scontro diretto: nel turno di Coppa Italia, gara unica, a Roma, un paio di settimane dopo il 3-0 rifilato dai bianconeri ai giallorossi in campionato, nel dubbio se la palla scodellata in mezzo per il colpo di testa vincente di Peluso fosse totalmente uscita oltre la linea di fondo o meno (dubbio che persiste malgrado le tante moviole), la terna arbitrale ha preferito decidere a favore dei Lupi, piuttosto che delle Zebre. La Roma poi segna e passa il turno: e questo sarebbe fischiare sempre pro Juve e, nel dubbio, mai fischiarle contro? …non è un po’ troppo semplicistica come affermazione?

Giuseppe Lugli