Nato, Obama cerca alleati contro Is e chiede di più agli europei sul fronte ucraino

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Nel secondo giorno del vertice Nato a Newport, in Galles, all’ordine del giorno la crisi in Iraq e la crescente minaccia dello Stato Islamico, dopo la decapitazione di due giornalisti americani. Il presidente americano Obama e il premier britannico Cameron cercano alleati per una coalizione che fronteggi il gruppo jihadista che vuole creare un Califfato a cavallo di Siria e Iraq e in prospettiva in tutto il mondo musulmano. Obama a tal proposito ha avuto a Newport due incontri bilaterali con l’Arabia Saudita e la Turchia. 

Obama nel primo giorno di un vertice che potrebbe avere una portata storica nelle relazioni euroatlantiche ha sferzato gli europei chiedendo uno sforzo maggiore, anche militare, perché si adeguino alle “nuove missioni della Nato sui fronti vicini, Ucraina e Iraq-Siria, dove la sicurezza dell’Occidente è minacciata”.

Alle Nazioni Unite a New York l’ambasciatore Samantha Power ha espresso la preoccupazione che l’Is possa entrare in possesso di armi chimiche ancora non distrutte dal regime siriano di Bashar Assad.  “Certo, se sono rimaste armi chimiche in Siria c’è il rischio che cadano nelle mani dello Stato Islamico, e possiamo solo immaginare cosa potrebbe fare un’organizzazione del genere con armi di quel tipo”, ha affermato Power.

Ma il timore maggiore per Obama e Cameron è l’alto numero di jihadisti con passaporto americano o britannico, ma anche di molti paesi europei, che sono andati a combattere con l’Is e che potrebbero compiere attentati nei paesi occidentali. 

A Washington la tensione è altissima anche in vista del tredicesimo anniversario dell’attacco dell’11 settembre. In un video al Zawahiri, il successore di Osama bin Laden alla testa di al Qaeda, ha annunciato la nascita di un ramo indiano dell’organizzazione terroristica, per rilanciare l’organizzazione in difficoltà, che ha perso la leadership nella galassia jihadista, dove la crescita dell’Is sta provocando le gelosie di altri gruppi sempre più alla ricerca di “visibilità” attraverso azioni eclatanti.

In Galles c’è attesa per la firma di un cessate il fuoco in Ucraina, annunciato dal presidente Poroshenko. Obama ha chiesto uno sforzo maggiore da parte degli Alleati contro la Russia di Putin. Gli Stati Uniti hanno pronto un nuovo pacchetto di sanzioni, militari, economiche e diplomatiche contro Mosca. Gli europei frenano nella speranza che l’annuncio del cessate il fuoco non sia un nuovo bluff del Cremlino. Anche a Bruxelles comunque è pronto un altro pacchetto di sanzioni orientate a colpire più duramente il ‘cerchio magico’ di Putin. Si discute, tra l’altro, se inserire nella lista delle personalità cui congelare i beni anche il ministro della Difesa russo.

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