Napolitano e Renzi contro ultra’ “Non si tratta con i facinorosi”

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Nessuna trattativa con i facinorosi. I club devono rompere i legami con loro. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, commenta le violenze prima della finale di Coppa Italia, sabato scorso, per ribadire quanto gia’ affermato dal ministro dell’Interno Angelino Alfano. “Ho sentito forti propositi da parte del presidente del Consiglio.
Il ministro dell’Interno ha detto che non bisogna trattare con i facinorosi. Questo deve essere vero anche per le societa’ e i loro presidenti, che devono rompere” con gli ambienti di facinorosi e vicini talvolta alla criminalita’. Il capo dello Stato ha sottolineato che quello di sabato non e’ il vero calcio e per affrontare la situazione che si e’ creata “occorrera’ molta severita’ e interventi su vari piani”.

“Parlare con gli ultra’ e’ stato un errore ma e’ vergognoso usare questi temi a fini elettorali”, gli ha fatto eco il premier Matteo Renzi. Il presidente del Consiglio ha affermato che il governo approvera’ nuove regole contro i recidivi. Per quanto riguarda la possibilita’ del Daspo a vita, Renzi ha precisato che la proposta e’ “seria” e che sara’ allo studio tra luglio e agosto “ma il discorso e’ piu’ ampio, non si tratta solo di una questione di regole”, ha aggiunto. “Per esempio – ha continuato – la sicurezza negli stadi non deve essere sostenuta economicamente dai cittadini, ma dalle societa’, che devono corresponsabilizzarsi. Anche la legge sugli stadi deve rientrare in questo discorso, ma potra’ funzionare solo se in un pacchetto di revisione complessiva, anche dal punto di vista educativo. Lo dico con il sorriso sulle labbra e l’amarezza nel cuore: e’ una partita che avremmo comunque dovuto giocare, a prescindere dai fatti di Roma”.

“Io ho grandissimo rispetto per la signora Marisa Raciti e per le parole che ha detto. Ho un senso di colpa e amarezza perche’ non l’ho chiamata subito, l’ho chiamata solo il giorno dopo”, ha affermato il presidente del consiglio che ha aggiunto: “Ha detto parole di dignita’ e che mi commuovono. Come padre e presidente del consiglio dobbiamo esserle grati. Non sono d’accordo – ha poi puntualizzato – sul fatto che dovevo andare via, non si lascia lo stadio a Genny la Carogna”. Renzi ha annunciato che “tra giugno, luglio e agosto” saranno convocate le societa’, la Lega, il Coni: “Le societa’ dovranno prendersi cura anche dell’ordine pubblico, anche dal punto di vista economico”.

Il Viminale intanto starebbe gia’ lavorando per concretizzare il “fortissimo giro di vite”, promesso dal ministro Alfano. Inasprimento della recidiva per i ‘daspati’ e allargamento delle fattispecie di reato per le quali e’ prevista l’applicazione del ‘divieto di accesso alle manifestazioni sportive’. In particolare, mentre l’attuale Daspo e’ di cinque piu’ cinque anni, la recidiva verrebbe portata – con un disegno di legge da portare in Consiglio dei ministri prima della fine del campionato – a otto o dieci anni, e il divieto potrebbe scaturire anche da comportamenti non del singolo ma del “gruppo”.

Per Alfano si tratta di perseguire un obiettivo preciso, vale a dire “coniugare sicurezza e partecipazione. Noi – ha spiegato – non vogliamo gli stadi sicuri ma deserti”. In ultimo, Alfano ha volto difendere ancora le tifoserie italiane, la gran parte delle quali “e’ sana, vittima di facinorosi e violenti”.

AGI