Napoli, Higuain spera nel ricorso. Con il Pipita anche De Laurentiis

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La strategia legale è stata definita, dopo una lunga riunione convocata negli uffici della Filmauro. Ci sarà anche Aurelio De Laurentiis al fianco dell’avvocato Grassani e di Gonzalo Higuain, che ha chiesto e ottenuto dal Napoli di potersi difendere di persona, dopo la stangata (quattro giornate) ricevuta per l’espulsione di Udine dal giudice sportivo. La Corte d’Appello Federale è convocata per domani mattina alle 12 (anticipato quindi di un’ora rispetto alle 13 previste inizialmente) a Roma, nella sede di via Campania. Il ricorso del club azzurro è particolarmente corposo, contiene anche ampi stralci dei filmati televisivi e dei fermo immagine: per illustrare fotogramma dopo fotogramma lo svolgimento dei fatti. Il piatto forte, però, sarà la dichiarazione del campione argentino, che negherà di aver insultato l’arbitro Irrati o di averlo addirittura aggredito. Le mani poggiate sul petto del direttore di gara, secondo il Pipita, sarebbero state un gesto automatico e difensivo: per evitare (nella concitazione del momento) un contatto fisico ancora peggiore. Resterà invece solo ad ascoltare il presidente, che spera almeno in una riduzione della squalifica per rimettere il centravanti a disposizione di Sarri.

Presente e futuro sono strettamente collegati e in fisiologica dipendenza tra loro: perché nel calcio, si sa, sono i risultati a dettare legge. Aurelio De Laurentiis ha fatto uno scatto in avanti, cercando di sollevare in anticipo il sipario sul Napoli che verrà e spazzando via qualche ombra. “Maurizio Sarri rimarrà sicuramente con noi e fino a prova contraria anche Higuain, per il quale non ho ricevuto alcuna offerta”. Tutto vero, al netto di una timida avance (sotto traccia) del Chelsea, che si è solo informato sulla effettiva esistenza della clausola: nella speranza di potersela cavare con un’offerta di al massimo 60 milioni. Macché, di sconti non se ne parla proprio. Chi vuole il Pipita, fanno sapere dal quartier generale di Castel Volturno, deve sborsare fino all’ultimo centesimo i 94 milioni e 736 mila previsti per la rescissione automatica del suo contratto. Per fare la voce grossa, però, il presidente azzurro sa benissimo di non poter fallire il traguardo del ritorno in Champions: l’argomento migliore, al di là di un sostanzioso ritocco del suo ingaggio, per convincere il campione argentino a non dare retta ai corteggiatori. Il secondo posto è dunque la chiave per blindare il numero 9, smanioso di misurarsi di nuovo alla pari coi top player d’Europa, dopo il doloroso esilio delle ultime due stagioni.

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eggermente diversa la posizione di Sarri, che De Laurentiis può confermare grazie a un’opzione (unilaterale) del contatto in qualsiasi momento e al 99 per 100 continuerà la sua avventura azzurra. Le parti però hanno deciso di darsi appuntamento soltanto alla fine del campionato, il prossimo 16 maggio: per tirare le somme a bocce ferme di una stagione che sta già esaltando il lavoro e le quotazioni dell’allenatore toscano, ma che diventerà davvero straordinaria solo con la conquista diretta della Champions. Pure per il futuro della panchina del Napoli, dunque, saranno fondamentali i risultati delle ultime 6 partite di campionato: a cominciare dall’anticipo di sabato sera a San Siro con l’Inter.

Sarri tornerà in panchina dopo lo stop contro il Verona e stringerà la mano a Roberto Mancini, dopo la lite in occasione della sfida di gennaio, in Coppa Italia. I due si sono chiariti e il confronto sul campo sarà sicuramente sereno, questa volta. Il tecnico azzurro ha recuperato Koulibaly e Mertens e riproporrà in attacco Gabbiadini, tra i
più in palla nella seduta pomeridiana di oggi a Castel Volturno. Il morale del gruppo è alto. Higuain invece scalpita, in attesa del verdetto della Corte d’Appello federale, che potrebbe consentirgli, in caso di sconto di uno o meglio ancora di due turni, di riprendere la sua rincorsa alla Scarpa d’Oro europea, al mitico record di Nordhal e soprattutto alla qualificazione per la Champions. La dolce ossessione di tutto il Napoli, a cominciare da De Laurentiis.

La Repubblica